Come far partecipare gli altri chatbot nelle conversazioni con ChatGpt

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OpenAI ha introdotto una novità significativa per i suoi utenti: l’integrazione dei Gpt, le applicazioni di terze parti basate sulla propria tecnologia di intelligenza artificiale, direttamente nelle conversazioni con ChatGPT. Ora, attraverso un semplice comando “@” seguito dalla selezione dell’app desiderata da un’ampia lista, gli utenti possono arricchire i dialoghi con ChatGPT coinvolgendo direttamente un Gpt specifico.

Questa funzione consente al Gpt di inserirsi nella conversazione già avviata, comprendendo il contesto precedentemente discusso. Ad esempio, se si sta chiedendo a ChatGPT informazioni su un viaggio a Londra, è possibile chiamare in causa un Gpt specializzato nella pianificazione di itinerari per individuare i migliori punti di interesse turistico da visitare.

Gpt Store

Questa mossa segue di poco l’inaugurazione del Gpt Store da parte di OpenAI, un mercato digitale esclusivo per gli utenti abbonati, dove è possibile scambiare o acquistare chatbot personalizzati che sfruttano il modello linguistico avanzato dell’azienda. Il Gpt Store semplifica la creazione di app personalizzate senza necessità di competenze di programmazione, permettendo agli utenti di soddisfare le proprie esigenze e quelle di un ampio pubblico. La recente apertura dello store e l’integrazione dei Gpt nelle chat mirano a valorizzare ulteriormente queste applicazioni personalizzate, potenziando l’interazione degli utenti con la piattaforma di OpenAI. Inoltre, si prevede che presto sarà possibile per gli utenti trarre profitto dalla condivisione dei propri Gpt personalizzati.

Nonostante queste innovazioni, OpenAI affronta alcune sfide, tra cui l’esigenza di incrementare il traffico verso i chatbot creati dagli utenti, il quale ha mostrato un trend decrescente nelle ultime settimane. A complicare ulteriormente la situazione, la società si trova di fronte a significative difficoltà di moderazione, in particolare dopo il lancio del Gpt Store. La piattaforma ha infatti registrato un’alta presenza di app “romantiche”, alcune delle quali con contenuti sessualmente espliciti, contravvenendo ai termini di servizio di OpenAI. Nonostante questi ostacoli, l’azienda è determinata a promuovere l’uso dei chatbot personalizzati, cercando di catturare l’attenzione del pubblico con ogni mezzo a sua disposizione.