L’enigma dei buchi neri e dei loro misteriosi raggi cosmici diretti verso la Terra: cosa sono?

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Avete mai pensato a cosa viaggia attraverso lo Spazio a velocità incredibili e raggiunge persino il nostro Pianeta? Parliamo dei raggi cosmici, delle particelle cariche che vengono da lontano, dall’immensità dell’universo, e che ci “bombardano” costantemente. Fino a poco tempo fa, molti aspetti di questi viaggiatori spaziali rimanevano un mistero, soprattutto su come potessero muoversi così veloci. Ma ora, grazie a un piccolo buco nero molto lontano da noi, iniziamo a svelare alcuni di questi segreti.

Un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori ha gettato luce sui meccanismi che permettono ai raggi cosmici di viaggiare attraverso l’universo e raggiungere il nostro pianeta a velocità prossime a quella della luce. Queste particelle ad alta energia, che costantemente bombardano la Terra, provengono da fenomeni cosmici estremi quali buchi neri e supernove.

Immaginate l’universo come un enorme oceano di stelle, pianeti e buchi neri. In questo oceano, i raggi cosmici sono come piccoli pesci che nuotano a velocità strabilianti, talmente veloci da poter attraversare qualsiasi cosa, persino i nostri corpi, senza che ce ne accorgiamo. Se non fosse per l’atmosfera terrestre che ci protegge, questi “pesci” potrebbero essere molto dannosi per noi e per tutto ciò che vive sul nostro pianeta.

La Terra si trova immersa in un flusso incessante di raggi cosmici, particelle cariche dotate di una notevole quantità di energia. Questi raggi, muovendosi a velocità estreme, hanno la capacità di attraversare i corpi solidi, inclusi quelli umani, quasi senza incontrare resistenza. La loro energia è talmente elevata che, senza i meccanismi di filtraggio naturali del nostro pianeta, potrebbero compromettere la vita distruggendo le molecole di DNA.

La scoperta del Microquasar SS 433

Al centro di questa ricerca vi è il Microquasar SS 433, un buco nero di piccole dimensioni, con una massa che supera di circa dieci volte quella del Sole, situato all’interno della Nebulosa del Lamantino. Quest’ultima è il residuo di una stella che ha esaurito la sua esistenza esplodendo, situata a una distanza di circa 18.000 anni luce dalla Terra.

L’osservazione di SS 433 ha rivelato che intorno a questo piccolo buco nero si formano delle spirali di particelle a una distanza di circa 0,1 parsec. Segue poi un’area di apparente vuoto, dopo la quale i getti di raggi cosmici ricompaiono a una distanza di circa 75 anni luce. Gli scienziati ritengono che questo “vuoto” rappresenti la regione in cui le particelle subiscono un’accelerazione che le porta a raggiungere velocità luminose.

La scoperta di un acceleratore di particelle naturale come il Microquasar SS 433 apre nuove prospettive nello studio dei raggi cosmici e dei meccanismi che ne permettono il viaggio attraverso l’universo a velocità impressionanti. Questi fenomeni non solo arricchiscono la nostra comprensione dell’universo ma sottolineano anche l’importanza di studiare gli effetti dei raggi cosmici sulla Terra e sulla vita umana.