BlueSky, clone di Twitter creato da Jack Dorsey per sfidare X, è ora accessibile a tutti gli utenti

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Lo scorso, 6 febbraio 2024, Bluesky ha aperto ufficialmente le sue porte a un pubblico più ampio, eliminando la necessità di link d’invito per l’iscrizione. Con questa mossa, il social network si rende accessibile a chiunque attraverso l’uso di un browser web o l’applicazione dedicata. In precedenza, a gennaio, si contavano già 2,9 milioni di utenti attivi sulla piattaforma, con un ulteriore 1,9 milioni di persone in attesa di entrare.

Bluesky si propone come erede spirituale di Twitter, offrendo un’esperienza utente simile. Gli utenti possono creare un proprio profilo, arricchirlo con una foto, un banner e una descrizione personale e pubblicare brevi messaggi, detti “skeets“, della lunghezza massima di 300 caratteri. La piattaforma incoraggia l’interazione tra gli utenti attraverso “mi piace”, commenti e la possibilità di ripubblicare i contenuti altrui. Un sistema di certificazione basato sul nome di dominio, simile al badge di autenticità di Twitter, contribuisce a garantire l’identità degli account.

Una sfida per “X” e altri social

La visione alla base di Bluesky trae origine dal desiderio di decentralizzazione, espresso dal fondatore di Twitter, Jack Dorsey. Finanziato da Twitter nel 2019, il progetto mirava a creare uno standard aperto e decentralizzato per i social media, con l’ambizione che Twitter ne diventasse una delle applicazioni client. Con il passaggio di Bluesky a entità indipendente nel 2021, dopo l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, il progetto ha guadagnato autonomia.

Bluesky punta su una decentralizzazione che sfrutta la tecnologia blockchain, preferita da Dorsey. Utilizza un protocollo proprio, l’Authenticated Transfer Protocol (AT), con codice sorgente aperto e licenziato sotto MIT. La piattaforma promette agli utenti maggiore controllo sui propri dati e la libertà di personalizzare gli algoritmi di raccomandazione. Sebbene al momento l’accesso alla rete sia gestito dall’azienda, si prevede che presto sviluppatori esterni potranno connettere i propri server, promuovendo un’effettiva decentralizzazione attraverso una rete federata. Inoltre, Bluesky annuncia l’imminente introduzione di filtri di moderazione personalizzabili.

L’ascesa di Bluesky minaccia di eclissare “X”, il social network di Elon Musk, che sta affrontando difficoltà finanziarie aggravate dalla fuga di inserzionisti e utenti illustri. I tentativi di Musk di esplorare modelli di business alternativi non hanno finora sortito l’effetto sperato, lasciando la piattaforma sovraccarica di spam.

A confronto, X vantava 245 milioni di utenti attivi mensili a dicembre 2023, Threads di Meta ne contava 130 milioni, mentre Mastodon, una piattaforma gratuita e completamente decentralizzata, ne aveva 1,8 milioni. Mastodon utilizza il protocollo ActivityPub, che anche Threads sta testando per l’integrazione. Bluesky, con un’interfaccia utente che ricorda quella di Twitter e la sua decentralizzazione “opzionale”, punta a conquistare gli utenti delusi da X, grazie anche alla sua facilità d’uso e alla strategia di decentralizzazione.