Fusione fredda: l'E-Cat di Rossi perseguitato dalle lobby italiane?

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Fusione fredda. Rossi lascia l’Italia e produrrà E-cat solo negli Usa, almeno per i primi anni: questo già lo sapevamo. Quello che non era chiaro era il perché: sembra che il nostro Paese proprio non gli creda, come risulta da una presunta risposta del sottosegretario di Stato Claudio De Vincenti all’interrogazione parlamentare presentata dal deputato Elisabetta Zamparutti al Ministero dello Sviluppo Economico riguardo all’Energy Catalyzer di Rossi e Focardi. Ma Rossi insorge e accusa De Vincenti di essere ignorante e manovrato dalle lobby italiane. È polemica.

Nel testo della presunta risposta, riportata sul blog di Daniele Passerini, si evince una completa sfiducia in Rossi e la sua invenzione. Egli infatti, dopo un preambolo sulla fusione fredda in generale, sostiene con fermezza: “Per quanto concerne il catalizzatore di energia denominato E-Cat […]deve evidenziarsi che sul dispositivo emergono molteplici perplessità dovute alla circostanza che le modalità di funzionamento non sono state rese note dall’inventore. Infatti sia gli aspetti sostanziali della composizione del combustibile, che la struttura interna del catalizzatore sono tuttora coperti dal segreto industriale. […]Inoltre, tranne il brevetto rilasciato per l’Italia, non tutti gli opportuni brevetti sono stati riconosciuti all’inventore, in particolare mancherebbe la concessione di quello a livello europeo”.

Su questo punto Rossi si difende dicendo che la discussione brevettuale è ancora in atto. Ma le perplessità del sottosegretario non si fermano a questo: “Per quanto concerne, inoltre, la commercializzazione dell’E-cat, occorre accertare se il dispositivo sia in grado o meno di produrre radioattività. Sull’argomento, infatti, sussistono diverse e contrastanti dichiarazioni da parte dell’inventore. In alcune occasioni l’ingegnere Rossi avrebbe affermato che all’interno del suo apparecchio non si producono reazioni nucleari, escludendo implicitamente, che il dispositivo possa essere considerato un reattore nucleare. In altre, invece, l’ingegnere avrebbe affermato che l’E-cat produce soltanto del deboli raggi gamma che possono essere facilmente schermati con uno strato di piombo”.

A queste parole Rossi è andato su tutte le furie, definendo sul suo blogfalse” e “prive di informazioni specifiche” le affermazioni di De Vincenti, e accusando il sottosegretario di ignoranza e sottomissione alle lobby italiane: “Il segnale è chiaro –sostiene l’inventore italiano- Le lobby legate al governo hanno agito”. Tuttavia anche qui Rossi si contraddice in modo piuttosto palese, vista una sua precedente dichiarazione in merito secondo la quale esisterebbe “nessun complotto contro la fusione fredda”. O magari ai tempi della sua dichirazione non era al corrente di situazioni di questo tipo.

Ciononostante, le polemiche continuano, ma purtroppo anche le contraddizioni. Che Rossi lasci l’Italia è ormai assodato e anche che l’Italia non gli creda a questo punto, probabile motivo di questo esilio. Staremo a vedere se però gli Usa investiranno veramente sul progetto, che resta ancora avvolto nel mistero.

Roberta De Carolis

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