Vetture elettriche contro termiche: efficienza energetica 6 volte superiore

Auto elettrica vs benzina

Fonte: https://www.ecoticias.com/en/a-german-physicist-looked-at-the-battle-for-2035-and-revealed-a-fact-that-changes-everything-an-electric-car-uses-up-to-six-times-more-energy-than-a-gasoline-car/25442/

Il tema delle vetture elettriche genera sempre discussioni animate. Alcuni le vedono come la risposta definitiva all’emergenza ambientale, altri le criticano definendole una scelta dispendiosa e poco ecologica. La verità, però, emerge dai fatti concreti. È proprio attraverso un’analisi rigorosa dei numeri che nasce una delle ricerche più importanti sul domani della mobilità.

A condurla è stato l’International Council on Clean Transportation, ente di ricerca autonomo specializzato nell’analisi dell’impatto ambientale dei mezzi di trasporto. La loro metodologia non si limita a valutare le emissioni dirette, ma traccia l’intero percorso energetico, dal momento della generazione fino al movimento effettivo del veicolo.

Le vetture alimentate a benzina o gasolio operano secondo un meccanismo consolidato: la combustione del carburante produce calore che viene parzialmente convertito in energia cinetica. La criticità risiede proprio in quel “parzialmente”. Gran parte dell’energia si disperde attraverso i gas di scarico, il calore residuo che percepiamo dopo un tragitto, le perdite nelle situazioni di traffico intenso o nelle fasi di avviamento a motore freddo.

Le ricerche riportate nello studio ICCT evidenziano come nell’utilizzo quotidiano reale un veicolo termico riesca a convertire in movimento effettivo appena poco oltre un quarto dell’energia presente nel combustibile. Il resto viene dissipato. Non si tratta di difetti progettuali, ma di vincoli fisici intrinseci che nessuna innovazione potrà mai superare completamente.

Il vantaggio energetico delle vetture elettriche

Le vetture elettriche seguono una logica completamente diversa. Non necessitano di combustione né di conversione termica, utilizzando direttamente l’energia elettrica per azionare le ruote. Anche includendo nel calcolo la generazione dell’elettricità, la distribuzione attraverso la rete e il processo di ricarica delle batterie, il bilancio complessivo risulta notevolmente più vantaggioso.

La ricerca ICCT dimostra che attualmente una vettura elettrica produce durante l’intero ciclo vitale tra il 60 e il 70% in meno di emissioni climalteranti rispetto a un modello equivalente a combustibili fossili. Questo dato stupisce chi ritiene che i benefici dell’elettrico si manifesteranno solo quando l’energia sarà interamente da fonti rinnovabili. In verità, il vantaggio esiste già oggi e si amplifica progressivamente con il miglioramento del mix energetico.

Questo rappresenta uno degli aspetti più incompresi nel confronto pubblico: le vetture elettriche non richiedono maggiore energia, come talvolta suggeriscono titoli fuorvianti. Al contrario, sfruttano in modo più efficace l’energia disponibile, convertendone una percentuale significativamente più elevata in chilometri effettivi.

Recentemente si discute molto dei carburanti sintetici, chiamati e-fuel, come potenziale alternativa per mantenere i motori convenzionali oltre il 2035. Il concetto appare interessante: impiegare energia rinnovabile per sintetizzare combustibili “verdi” utilizzabili nei propulsori esistenti. Purtroppo la fisica impone i suoi limiti.

La produzione di e-fuel richiede molteplici fasi, tutte ad alto consumo energetico. L’elettricità viene impiegata per estrarre idrogeno dall’acqua, successivamente per catturare anidride carbonica atmosferica e infine per la sintesi del carburante. Ogni fase comporta inevitabili dispersioni. Quando questo carburante viene immesso nel serbatoio e combusto, si sommano le inefficienze tipiche del motore termico.

Il risultato, confermato da valutazioni indipendenti citate anche dall’ICCT, indica che per coprire la medesima distanza un veicolo alimentato a e-fuel necessita di un quantitativo energetico notevolmente superiore rispetto a uno elettrico. Non perché quest’ultimo sia miracoloso, ma perché gli e-fuel costringono l’energia a un percorso tortuoso e dispersivo prima di trasformarsi in movimento.

Le implicazioni per la mobilità europea futura

Se una quota rilevante del parco auto continuasse a impiegare propulsori termici alimentati con e-fuel, l’Europa dovrebbe generare volumi molto maggiori di energia rinnovabile per garantire la stessa mobilità. Più impianti fotovoltaici, più turbine eoliche, maggiore pressione sulle infrastrutture di rete. Non è una questione di preferenze ideologiche, ma di semplice matematica energetica.

Lo studio ICCT non condanna gli e-fuel categoricamente. Per aviazione e navigazione marittima, dove le batterie incontrano limitazioni significative, possono rappresentare una soluzione valida. Ma per la mobilità stradale quotidiana, dove l’elettrico è già consolidato, l’opzione più razionale rimane quella che minimizza le dispersioni energetiche lungo l’intera catena.

Fonte: International Council on Clean Transportation