Successo storico NASA: modificata per la prima volta orbita asteroide

NASA missione DART

Lo spazio è sempre stato percepito come un ambiente infinito e statico, dominato da principi che l’uomo studia da lontano attraverso strumenti di osservazione sempre più avanzati. Recentemente questa percezione sta subendo una trasformazione significativa. Il progresso tecnologico ha portato la specie umana a un livello tale da permettere interventi diretti sull’ambiente cosmico con una precisione che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza.

Il programma DART dell’agenzia spaziale americana rappresenta uno di quegli eventi epocali che verranno ricordati nella cronologia dell’esplorazione cosmica. Un veicolo spaziale è stato intenzionalmente diretto verso un corpo roccioso distante milioni di chilometri dal nostro pianeta. La collisione ha alterato la sua traiettoria nello spazio. I ricercatori hanno registrato l’effetto con grande accuratezza e le informazioni raccolte rivelano qualcosa di straordinario: il percorso orbitale dell’oggetto celeste è stato effettivamente modificato.

L’obiettivo dell’esperimento fa parte di un sistema peculiare composto da due corpi rocciosi che ruotano reciprocamente. Il componente maggiore porta il nome di Didymos, mentre quello minore è chiamato Dimorphos. Quest’ultimo presenta dimensioni paragonabili a quelle di un grande impianto sportivo e compie rivoluzioni attorno al suo partner cosmico con una cadenza costante che gli esperti seguono da tempo.

Le caratteristiche dell’esperimento DART

Il programma DART, sigla che sta per Double Asteroid Redirection Test, ha scelto come bersaglio specificamente Dimorphos. Il veicolo spaziale è decollato dal nostro pianeta con un obiettivo ben definito. I tecnici hanno calcolato la rotta per intercettare l’oggetto roccioso e impattarlo a una velocità superiore ai ventimila chilometri ogni ora. Il 26 settembre 2022 la fotocamera installata a bordo ha inviato le ultime riprese della superficie pietrosa dell’asteroide che occupava progressivamente l’intero campo visivo. Dopo alcuni istanti la trasmissione si è arrestata. La collisione era stata completata.

Gli studiosi hanno esaminato il sistema Didymos-Dimorphos utilizzando strumenti ottici distribuiti su tutto il globo terrestre. L’interesse si è focalizzato sul periodo richiesto dal corpo minore per effettuare una rivoluzione completa attorno al suo compagno. Prima dello scontro il periodo orbitale aveva una durata di quasi dodici ore. Successivamente all’urto il ciclo si è ridotto di circa trentadue minuti.

L’esito ha oltrepassato le previsioni dei ricercatori. La forza dell’impatto ha generato una massa enorme di frammenti che si è diffusa nello spazio formando una scia brillante. Questo materiale proiettato ha potenziato la spinta impressa sull’asteroide, incrementando l’effetto della collisione e modificando la sua velocità orbitale.

Lo spettacolo osservato dagli strumenti ottici ha evocato in numerosi studiosi un test di laboratorio realizzato su dimensioni cosmiche. Una piccola modifica iniziale ha prodotto un cambiamento quantificabile nel comportamento di un oggetto celeste.

Un traguardo fondamentale nella protezione del pianeta

Gli esperti catalogano migliaia di corpi rocciosi che viaggiano attraverso la regione interna del sistema solare. Alcuni di questi elementi seguono percorsi che transitano in prossimità dell’orbita del nostro pianeta. La comunità scientifica esamina questi oggetti con estrema cura e determina con esattezza il loro spostamento nel tempo.

Il programma DART si inserisce esattamente in questo scenario. La modifica della traiettoria di Dimorphos prova che un impulso limitato applicato con sufficiente anticipo può alterare il percorso di un corpo roccioso cosmico. Il concetto richiama l’azione di chi modifica leggermente la direzione di un proiettile appena rilasciato. La divergenza di percorso diventa visibile solamente dopo una considerevole distanza.

Le indagini più attuali hanno rivelato un particolare intrigante. Gli studiosi hanno identificato una variazione anche nel moto dell’intero sistema Didymos-Dimorphos intorno alla nostra stella. L’effetto rimane infinitesimale su scala cosmica ma risulta comunque misurabile con apparecchiature estremamente sensibili. Questo elemento conferma la vulnerabilità delle orbite cosmiche alle piccole interferenze.

La vicenda di questo test prosegue con il programma Hera dell’Agenzia Spaziale Europea, che arriverà al sistema asteroidale negli anni a venire. Il veicolo spaziale esaminerà la cavità prodotta dalla collisione e analizzerà la composizione interna dell’oggetto roccioso. Queste rilevazioni permetteranno agli studiosi di comprendere meglio la costituzione di questi corpi antichi e di ottimizzare le tecniche di deviazione.

Il programma DART ha presentato uno scenario inedito nel legame tra l’umanità e lo spazio profondo. Un veicolo spaziale lanciato dalla Terra ha raggiunto un corpo roccioso distante milioni di chilometri e ne ha alterato la traiettoria nello spazio. L’universo rimane immenso e enigmatico, mentre la comprensione umana scopre nuove modalità per interagire con ciò che avviene oltre il nostro mondo.

Fonte: NASA