Quotidianamente sprechiamo quantità enormi di acqua pulita senza accorgercene. Cosa succederebbe se riuscissimo a dare una seconda opportunità a parte di quest’acqua, senza modificare le nostre routine? Questa riflessione ha dato origine a TriPhon, un dispositivo di scarico innovativo creato da due studenti transalpini che mira a rendere il recupero idrico casalingo intuitivo come differenziare i rifiuti.
Oltralpe, il consumo medio giornaliero pro capite raggiunge circa 150 litri di acqua potabile, stando ai numeri del Ministero della Transizione Ecologica francese. Un volume considerevole, specialmente considerando che gran parte di quest’acqua non presenta contaminazioni significative. Tuttavia, mentre abbiamo acquisito dimestichezza nel separare plastica, vetro e rifiuti organici, per quanto riguarda l’acqua perseveriamo nel convogliarla tutta verso le fognature. TriPhon intende modificare esattamente questa consuetudine.
Un’idea semplice ma rivoluzionaria alla base di Triphon
Il progetto è opera di Thibaut Witvoet e Vincent Caujolle, allievi dell’École Centrale de Lyon, che hanno optato per un metodo pragmatico. Anziché concepire un nuovo apparecchio sofisticato o voluminoso, hanno scelto di perfezionare un componente già presente in ogni abitazione: il sifone del lavandino.
Esternamente TriPhon somiglia a un comune sifone, ma cela al suo interno una tecnologia avanzata. Un dispositivo di rilevamento esamina costantemente la purezza dell’acqua proveniente dal lavabo e, valutando il grado di sporcizia, ne determina la destinazione. L’acqua maggiormente contaminata viene diretta verso il sistema fognario convenzionale, mentre quella relativamente limpida viene reindirizzata verso un percorso di raccolta.
Pensiamo all’acqua impiegata per sciacquare ortaggi oppure per un veloce lavaggio delle mani: non ha senso considerarla altamente inquinata. TriPhon permette di recuperarla agevolmente, destinandola all’irrigazione delle piante, alla pulizia di aree esterne o ad altre mansioni che non necessitano di acqua potabile. Un’innovazione discreta, che opera nell’ombra e proprio per tale ragione si rivela particolarmente funzionale.

Dall’università alla ribalta mediatica
Il progetto TriPhon è stato concepito e sviluppato presso il laboratorio della Fabrique de l’Innovation, dove i due inventori hanno potuto costruire i primi modelli sperimentali utilizzando stampanti 3D e le strutture universitarie. Sin dagli esordi, l’intento non si è limitato a provare la fattibilità tecnica, ma a verificare la compatibilità con l’utilizzo quotidiano.
Dimensioni ridotte per adattarsi sotto il lavabo, semplicità nell’installazione, manutenzione agevole e integrazione con gli impianti preesistenti hanno rappresentato aspetti fondamentali durante la progettazione. Proprio per questi motivi il progetto ha velocemente oltrepassato l’ambito universitario. TriPhon è stato illustrato in un video su YouTube da Inoxtag e presentato durante le Perspectives de Combloux, manifestazione dedicata alle strategie concrete per i territori e la sostenibilità ambientale.
Ciò che colpisce maggiormente è la filosofia sottostante. TriPhon non promuove l’accumulo di tecnologia, non richiede investimenti sostanziosi e non impone modifiche alle abitudini consolidate. Al contrario, si colloca in un’ottica di razionalità e praticità, dimostrando che frequentemente l’innovazione più valida è quella che riesce a passare quasi inosservata.
Recentemente abbiamo compreso che la sostenibilità non dipende esclusivamente da grandi infrastrutture o soluzioni industriali articolate, ma anche da piccole modifiche capillari. Dopo aver assimilato il gesto della differenziazione dei rifiuti, stiamo cominciando a comprendere che anche l’acqua può essere ottimizzata, evitando sprechi e complicazioni.
Qualora riuscisse a superare la fase prototipale e a diffondersi massicciamente, potrebbe trasformarsi in un elemento standard nelle abitazioni. Un oggetto celato sotto il lavandino, che compie un’operazione molto elementare: non considerare tutta l’acqua allo stesso modo.
Fonte: Centrale Lyon
