Scoperta eccezionale: nuova cometa potrebbe illuminare i cieli nel 2026

cometa 2026 la più luminosa

Il suo nome scientifico è C/2026 A1 (MAPS) e promette di offrirci uno straordinario spettacolo celeste a partire dal mese di aprile: il 13 gennaio scorso, un gruppo di quattro appassionati di astronomia ha individuato, attraverso un telescopio situato nel deserto di Atacama, un nuovo corpo celeste che potrebbe rivelarsi il più brillante dell’anno in corso. Sebbene con questi oggetti cosmici sia sempre difficile fare previsioni certe sulla loro effettiva luminosità e sulla possibilità di osservarli senza strumenti ottici, le aspettative in questo caso sono decisamente incoraggianti.

Secondo quanto riportato dal portale del San Pedro de Atacama Celestial Explorations, questo corpo celeste appartiene al cosiddetto ‘Gruppo di Kreutz‘, una famiglia di comete che transitano estremamente vicine alla nostra stella e che hanno origine dalla frammentazione di un’enorme cometa passata troppo vicino al Sole nel 362 a.C. Nel corso dei millenni, questo evento ha generato numerose comete estremamente brillanti, tra cui la celebre Ikeya Seki del settembre 1965, che raggiunse una luminosità tale da rendersi visibile persino in pieno giorno.

La C/2026 A1 è stata identificata quando si trovava a 300 milioni di km dalla nostra stella, ben 82 giorni prima del perielio (il punto di massima vicinanza al Sole). Si tratta di un record assoluto: mai prima d’ora una cometa di questo tipo era stata scoperta con così tanto anticipo, permettendo agli scienziati di monitorarne l’evoluzione e l’incremento di attività durante l’avvicinamento progressivo. Il 20 gennaio, il Minor Planet Center ha ufficialmente catalogato l’oggetto con la denominazione C/2026 A1 (MAPS).

È importante sottolineare che prevedere il comportamento di questi corpi celesti rimane un’impresa complessa, principalmente perché risulta quasi impossibile anticipare la loro reazione al momento del massimo avvicinamento solare: anche in questo caso nessuno può garantire con certezza che raggiungerà una brillantezza sufficiente per essere osservata senza telescopio o se svilupperà una coda spettacolare.

Quello che sappiamo con sicurezza è che la cometa percorre un’orbita fortemente ellittica intorno al Sole e si sta dirigendo verso un passaggio estremamente ravvicinato alla nostra stella. Nei primi giorni di aprile, l’oggetto transiterà a soli 120.000 km dalla superficie solare.

Qualora riuscisse a sopravvivere all’incontro ravvicinato (l’incognita principale per ogni cometa), potrebbe trasformarsi in un autentico spettacolo nel cielo serale dei primi giorni di aprile, raggiungendo una luminosità tale da rendersi osservabile anche durante le ore diurne nel periodo precedente il perielio.

Sarà necessario attendere il momento cruciale del passaggio al perielio per formulare previsioni più attendibili. Ma le premesse sono davvero promettenti.

Fonti: The Conversation / Minor Planet Center