Scomparso Antonino Zichichi a 96 anni, il fisico controverso

Antonio Zichichi

Si è spento a 96 anni Antonino Zichichi. La sua morte segna la fine di un percorso articolato e dibattuto, caratterizzato da attività di ricerca, forte presenza nei media e opinioni che negli ultimi decenni hanno generato intense discussioni anche oltre i confini accademici. Per gli italiani, Zichichi non è stato semplicemente un esperto di fisica nucleare: è diventato un simbolo, una figura che non temeva di andare contro corrente e che ha saputo condizionare il pensiero collettivo su questioni fondamentali come la teoria evolutiva e le dinamiche climatiche.

Un protagonista della fisica italiana

Durante la sua lunga attività, Antonino Zichichi si è affermato come uno dei volti più noti della scienza nel nostro Paese. Docente universitario e comunicatore instancabile, ha trasportato la fisica oltre le mura dei centri di ricerca, rendendola comprensibile a un vasto pubblico non esperto. Una decisione che gli ha assicurato ampia notorietà, ma che contemporaneamente lo ha reso bersaglio di critiche crescenti.

Il fisico non ha mai celato la propria fede religiosa, dichiarando pubblicamente che ricerca scientifica e credenze spirituali potessero coesistere armoniosamente. Una visione rispettabile a livello individuale, ma che ha frequentemente suscitato dubbi nell’ambiente scientifico, dove la metodologia si basa sulla riproducibilità dei risultati e sulla distinzione tra opinioni personali e indagine empirica.

Questa prospettiva ha caratterizzato l’intera parabola di Zichichi, condizionando anche il suo approccio ad alcune delle principali sfide ecologiche e scientifiche contemporanee.

Darwin e crisi climatica, le tesi più dibattute di Zichichi

Tra gli argomenti che hanno maggiormente caratterizzato la sua immagine pubblica figura la contestazione della teoria evolutiva darwiniana. Zichichi ha ripetutamente sostenuto che l’evoluzione, nella formulazione di Darwin, mancasse – secondo la sua interpretazione – di riscontri sperimentali adeguati e soprattutto di un apparato matematico rigoroso in grado di qualificarla come teoria scientifica completa. Affermazioni che lo hanno messo in netta opposizione con il consenso della comunità scientifica mondiale, provocando reazioni critiche da parte di biologi, esperti di genetica e fisici teorici.

Altrettanto dibattuta è stata la sua visione sul riscaldamento globale. Per anni Zichichi ha difeso una posizione esplicitamente scettica riguardo al nesso tra azioni antropiche e innalzamento delle temperature planetarie, contestando l’affidabilità delle ricerche climatologiche. A suo parere, i modelli matematici impiegati per simulare l’andamento del sistema climatico non sarebbero sufficientemente accurati per rappresentarne l’effettiva complessità, rendendo quindi discutibili le conclusioni che individuano nell’essere umano il principale responsabile delle trasformazioni in corso.

Queste dichiarazioni hanno rafforzato l’immagine di uno studioso divisivo, capace di raccogliere stima e sostegno per la sua fermezza intellettuale, ma anche di attirarsi severe contestazioni per il rifiuto di accettare le evidenze riconosciute dalla maggior parte degli esperti internazionali.

Con la sua scomparsa si conclude un capitolo del panorama scientifico nazionale, dominato da una personalità che non ha mai cessato di polarizzare, stimolare e affermare le proprie convinzioni nel dibattito pubblico, lasciando un lascito articolato e tuttora al centro di riflessioni.