Proprietari Tesla in difficoltà: aprire le porte senza energia elettrica

maniglia tesla

Esiste un paradosso nell’era dell’innovazione automobilistica: quando la tecnologia diventa protagonista assoluta, anche i gesti più elementari possono complicarsi. Per chi guida una Tesla, la domanda cruciale potrebbe essere: come faccio a uscire dall’abitacolo? Una questione che sembra banale, ma che nasconde implicazioni concrete.

Le maniglie retrattili, ormai iconiche nel linguaggio stilistico del costruttore californiano, dipendono in larga misura dall’alimentazione elettrica. Quando tutto funziona regolarmente, rappresentano un trionfo di eleganza e minimalismo. Tuttavia, nel momento in cui la carica si esaurisce completamente, o l’automobile subisce un urto, quella scelta estetica può generare situazioni problematiche. E in molti non hanno idea di come gestirle.

La questione è emersa in seguito a un’inchiesta condotta dalla National Highway Traffic Safety Administration, l’organismo statunitense preposto alla sicurezza nei trasporti, dopo molteplici segnalazioni di conducenti impossibilitati ad accedere dall’esterno su determinate versioni, specialmente il Tesla Model Y prodotto nel 2021, quando manca l’alimentazione.

Quando l’estetica si scontra con la praticità

A partire dal 2018, sul territorio americano, sono pervenute più di 140 denunce formali relative a portiere di veicoli Tesla rimaste chiuse. Alcune testimonianze colpiscono più dei numeri. Ci sono genitori che hanno vissuto momenti di panico nel tentativo di liberare un figlio dall’abitacolo dopo un guasto improvviso, e altri che, traumatizzati dall’esperienza, hanno abbandonato completamente l’idea di possedere un veicolo elettrico sofisticato, preferendo ritornare a soluzioni convenzionali come la Honda CR-V, equipaggiata con maniglie meccaniche tradizionali.

Non si tratta dell’assenza di alternative. Anche i veicoli Tesla dispongono di meccanismi manuali d’emergenza per sbloccare gli accessi dall’interno. Il vero nodo è che numerosi possessori ignorano la loro ubicazione e il funzionamento. E questa consapevolezza arriva, troppo spesso, quando la situazione è già critica.

In un veicolo che promette intuitività, assistenza alla guida e aggiornamenti costanti via software, dover memorizzare preventivamente una procedura d’emergenza appare paradossale. Eppure è esattamente ciò che sta succedendo.

Tra apprendimento e precauzioni

Diversi automobilisti hanno modificato il loro approccio. Alcuni tengono sempre con sé piccoli dispositivi d’emergenza, altri spiegano preventivamente ai passeggeri la procedura d’apertura prima di mettersi in marcia. Questo comportamento è particolarmente diffuso tra i conducenti professionali, come quelli che operano per Uber, abituati a trasportare clienti che spesso salgono per la prima volta su una Tesla.

Sono situazioni che possono sembrare curiose, ma rivelano una verità più ampia: quando la tecnologia diventa troppo nascosta, rischia di risultare oscura. E l’oscurità, in determinate circostanze, genera ansia.

Nel contempo, questi episodi alimentano perplessità anche nel settore delle auto di seconda mano, già sotto tensione per l’evoluzione frenetica dei modelli e per ulteriori questioni di affidabilità emerse recentemente, come nel caso del ritiro del Powerwall 2.

Verso una soluzione più accessibile?

Tesla riconosce il problema. Il direttore del reparto design ha dichiarato apertamente che le maniglie potrebbero essere riprogettate, orientandosi verso un sistema combinato che integri componenti elettroniche e meccaniche, operativo anche in assenza di corrente. Una soluzione che risponderebbe alle richieste delle istituzioni e alle inquietudini degli utilizzatori, preservando al contempo l’identità estetica del brand.

Permane un interrogativo che supera i confini di Tesla e abbraccia l’intera mobilità futura: fino a che punto siamo pronti a rinunciare all’immediatezza in favore del progresso tecnologico? Forse, in un veicolo autenticamente progettato per le persone, uscire dovrebbe rimanere sempre il gesto più naturale di tutti.

Fonte: National Highway Traffic Safety Administration