Spegnere e riaccendere il proprio iPhone con cadenza settimanale, insieme all’installazione tempestiva degli aggiornamenti di sistema, non rappresenta più soltanto una prassi consigliata: gli specialisti della sicurezza digitale lo considerano ormai un passaggio imprescindibile per tutti gli utilizzatori italiani. Un recente avviso proveniente dalla comunità internazionale della cybersecurity ha posto l’attenzione su alcune criticità che i malintenzionati informatici stanno sfruttando per compromettere i dispositivi della mela morsicata, nonostante la loro reputazione di solidità.
Le ragioni dell’allerta sulla sicurezza dei dispositivi Apple
L’avvertimento non riguarda esclusivamente gli utenti americani o britannici. Le problematiche di sicurezza identificate coinvolgono l’intera gamma di dispositivi supportati, a prescindere dalla nazione in cui vengono adoperati. I modelli interessati comprendono iPhone e iPad che si basano su WebKit, l’architettura tecnologica che fa funzionare Safari e moltissime altre app dell’ecosistema iOS. Quando queste debolezze sono presenti, un’aggressione informatica può verificarsi anche in assenza di azioni manifeste da parte di chi possiede il dispositivo.
A diffondere l’allarme sono stati i ricercatori di Malwarebytes, i quali hanno evidenziato come le minacce, originariamente concentrate su obiettivi delicati quali reporter, manager e rappresentanti diplomatici, possano diffondersi velocemente verso un pubblico molto più vasto. Anche sul territorio italiano, dunque, effettuare il riavvio dell’iPhone e garantire che il sistema sia costantemente aggiornato costituisce una precauzione basilare e irrinunciabile.
I punti deboli del motore WebKit
Le lacune individuate si annidano nella componente centrale del sistema di esplorazione web di iOS. Apple ha risolto queste criticità mediante il rilascio di iOS 26.2, esortando gli utenti a procedere con l’installazione senza indugi. Ciononostante, numerosi apparecchi rimangono bloccati su release obsolete, talvolta a causa di perplessità legate alla nuova interfaccia “Liquid Glass”, considerata da alcuni meno immediata.
L’aspetto decisivo, tuttavia, non si limita all’aggiornamento. Secondo quanto affermato da Malwarebytes, il riavvio del dispositivo cancella qualsiasi software dannoso presente nella memoria volatile, ossia quei programmi ostili che non si insediano stabilmente nel sistema ma restano operativi finché l’apparecchio non viene spento. Un semplice restart può quindi bloccare l’attività di spyware sofisticati, neutralizzando completamente l’attacco.
Non sorprende che anche la National Security Agency raccomandi di riavviare smartphone e tablet con frequenza settimanale. Un suggerimento valido pure per chi non si considera un obiettivo “di interesse”: la protezione, nel mondo digitale, spesso dipende da abitudini elementari.
Strategie di difesa efficaci
L’approccio suggerito dagli esperti è diretto e chiaro. Installare l’ultima versione disponibile di iOS e riavviare immediatamente il dispositivo garantisce una duplice barriera difensiva: le vulnerabilità vengono corrette e gli eventuali malware volatili vengono rimossi. Apple ha reso questa procedura alla portata di tutti attraverso il menu Impostazioni > Generali > Aggiornamento software, dove si può anche abilitare l’installazione automatica degli update.
I modelli supportati comprendono gli iPhone a partire dall’11 e diverse versioni di iPad. Chi continua a utilizzare edizioni precedenti del sistema operativo, come iOS 18, rimane invece vulnerabile alle nuove minacce. In uno scenario dove gli attacchi digitali acquisiscono complessità crescente, riavviare regolarmente il proprio iPhone non rappresenta un eccesso di cautela, bensì una pratica di igiene informatica ormai irrinunciabile.
Fonte: Malwarebytes
