Patente B 2026: rivoluzione nelle regole con più pratica obbligatoria

Patente digitale

L’anno 2026 rappresenta un momento di trasformazione radicale per tutti coloro che aspirano a conseguire la patente di guida B. Grazie alle nuove normative introdotte dal decreto ministeriale recentemente approvato, il processo formativo per diventare conducenti subisce modifiche sostanziali, con un focus primario sulla prevenzione degli incidenti stradali. Le innovazioni riguardano principalmente l’addestramento al volante, che viene ampliato e organizzato in maniera più rigorosa, offrendo ai futuri automobilisti una preparazione adeguata alle sfide del traffico contemporaneo.

Incremento delle lezioni pratiche obbligatorie

Il cambiamento più rilevante riguarda l’estensione delle ore di pratica obbligatorie, che salgono da sei a otto. Non si tratta semplicemente di un aumento quantitativo, ma di un programma più strutturato che dovrà essere completato unicamente con istruttori qualificati presso scuole guida riconosciute. Lo scopo è permettere agli allievi di acquisire una competenza più solida prima di affrontare l’esame finale, diminuendo così la probabilità di sinistri tra i guidatori alle prime armi. Le lezioni verranno suddivise in quattro sessioni da due ore, ciascuna focalizzata su aspetti differenti della conduzione del veicolo.

Quattro sezioni per una preparazione completa

La nuova formazione pratica si articola in quattro sezioni distinte. La Sezione A è incentrata sulla familiarizzazione con l’automobile, sulle operazioni fondamentali e sulla gestione delle situazioni critiche, con particolare riferimento ai dispositivi di assistenza alla guida che equipaggiano i veicoli più recenti. La Sezione B introduce l’allievo alla circolazione in città, affrontando incroci, soste, diritti di precedenza e operazioni più elaborate.

La Sezione C prevede l’accesso a percorsi autostradali e strade extraurbane principali, dove si sperimentano velocità superiori e dinamiche di traffico differenti rispetto all’ambiente urbano. La Sezione D, infine, è riservata alla conduzione nelle ore serali e notturne, un elemento spesso trascurato ma essenziale per apprendere a gestire condizioni di scarsa luminosità e stanchezza del conducente.

Divieto di esercitazioni private anticipate

Una delle disposizioni più rilevanti stabilisce che non sarà consentito effettuare pratica con un accompagnatore privato prima di aver terminato l’intero ciclo formativo presso l’autoscuola. Solamente al termine del programma obbligatorio, l’aspirante conducente potrà esercitarsi anche al di fuori delle lezioni istituzionali, ma sempre nel rispetto delle norme vigenti.

Sistema di certificazione elettronica

Ogni sessione di guida svolta verrà tracciata attraverso il Portale dell’Automobilista, che diventa il nuovo riferimento per la documentazione digitale del percorso formativo. Il certificato rilasciato avrà una durata di 18 mesi, consentendo di presentarsi all’esame pratico o di ripeterlo in caso di esito negativo senza dover ricominciare l’intero iter dall’inizio.

Investimento economico maggiore per una formazione superiore

Il lato negativo di questa riforma è rappresentato da un incremento delle spese, conseguenza diretta dell’aumento delle ore di lezione e degli aggiornamenti necessari per il personale esaminatore. In compenso, il nuovo sistema garantisce la formazione di automobilisti più responsabili e preparati, capaci di affrontare la circolazione stradale con competenze tecniche solide e una preparazione realmente approfondita.

Fonte: Gazzetta Ufficiale