Necropoli romana con affreschi e mosaici riaffiora durante lavori

Roma, scavi a Ostiense

Il patrimonio storico della capitale italiana non necessita di ricorrenze speciali per manifestarsi: frequentemente riaffiora spontaneamente quando iniziano attività di scavo. Accade nei siti di costruzione, sotto arterie stradali congestionate, in aree destinate oggi a edifici e alloggi per studenti. È sufficiente penetrare nel sottosuolo per pochi metri per imbattersi in un’altra realtà urbana, costituita da cerimonie ancestrali, testimonianze sepolcrali e costruzioni che narrano l’esistenza – e il trapasso – di venti secoli or sono.

È quanto si sta verificando lungo via Ostiense, nell’area di San Paolo Fuori le Mura, dove nel corso di interventi edilizi per costruire una residenza studentesca è affiorata una estesa zona sepolcrale con sepolture ornate e tombe a fossa eccezionalmente integre. Una rivelazione che riaccende l’interesse sulla grande Necropoli Ostiense, uno dei complessi funerari più ampi dell’epoca romana.

In questo luogo, lungo l’arteria che univa la capitale al porto ostiense, per secoli si sono succeduti monumenti sepolcrali, edifici commemorativi e zone consacrate alla venerazione dei trapassati. Adesso un ulteriore segmento di quel panorama riemerge dal terreno.

Un sistema funerario celato per millenni

L’indagine archeologica, coordinata dall’esperta Diletta Menghinello, ha portato alla luce a circa un metro sotto il livello stradale un insieme di costruzioni funerarie databili all’epoca imperiale. Non si configura come un singolo sepolcro, ma come un piccolo complesso architettonico strutturato, formato da cinque edifici sepolcrali con planimetria quadrata e volta a copertura, allineati secondo un orientamento nord-est sud-ovest e anticipati da due vani minori.

Affiancata a questi elementi architettonici ne è stata identificata un’altra, orientata perpendicolarmente alle precedenti. Le evidenze indicano che l’intero complesso fosse articolato intorno a un’area centrale, verosimilmente un cortile interno, sul quale si affacciavano i differenti vani funerari.

Gli studiosi ritengono si tratti di colombari, ovvero camere sepolcrali dotate di nicchie per contenere urne cinerarie. Anche nella sezione di scavo attualmente accessibile emergono componenti decorative di notevole rilevanza: superfici murali con intonaci dipinti, decorazioni floreali, stucchi e piccole edicole arricchite da figure simboliche della tradizione funeraria romana, come Oranti e Vittorie alate.

Sono particolari che comunicano molto più di una semplice pratica di inumazione. Testimoniano identità, convinzioni religiose, posizione sociale e il modo in cui i romani antichi concepivano il transito verso l’oltretomba.

Una zona sepolcrale che percorre epoche differenti

L’esplorazione archeologica ha svelato inoltre un ulteriore elemento significativo: il sito non si riferisce a un’unica epoca storica. L’area presenta infatti molteplici strati di utilizzo temporale, testimonianza che questo luogo sepolcrale è rimasto operativo per lunghi periodi.

Nella porzione più prossima alla via sono apparsi ulteriori vani in laterizio, tra cui un’aula con abside e un ampio ambiente con tracce di pavimentazione musiva. La loro destinazione resta ancora da determinare e potrà essere precisata con la continuazione delle indagini.

Scoperta Ostiense
©MiC

Dietro le sepolture monumentali imperiali, invece, si manifesta una fase cronologicamente molto posteriore. Qui è stata rilevata una necropoli di epoca tardo-antica, delimitata da un esteso muro in blocchetti tufacei. In questa porzione le inumazioni risultano notevolmente più sobrie: tombe a fossa stratificate una sopra l’altra, corredate da pochissimi elementi di accompagnamento.

Questo passaggio narra una mutazione culturale significativa. Le architetture monumentali e riccamente ornate cedono il posto a sepolture più essenziali, testimonianza di una trasformazione sociale e religiosa che attraversa la storia della capitale tra la piena epoca imperiale e la tarda antichità.

Ogni intervento edilizio nella capitale può trasformarsi in rivelazione storica

La nuova zona funeraria si colloca nel vasto sistema della Necropoli della via Ostiense, sviluppatasi tra la tarda epoca repubblicana e il tardo impero e di cui attualmente sono fruibili alcune parti, come il Sepolcreto Ostiense e la Rupe di San Paolo.

Rivelazioni come questa rammentano quanto il sottosuolo della capitale sia ancora ricco di narrazioni da svelare. Sotto le arterie stradali, tra edifici e cantieri, persiste una città stratificata che continua a riaffiorare quando meno lo si prevede.

Ed è proprio questo il paradosso affascinante della capitale: mentre si edifica il domani, il passato riappare e obbliga tutti a sostare un istante per ascoltare ciò che ha ancora da comunicare.

Fonte: Ministero dei Beni Culturali