Lampo e boato nel cielo barese: ipotesi meteora per il fenomeno

Casamassima

Una luminosità inattesa ha squarciato il cielo, seguita da un fragore sordo e intenso che ha fatto vibrare le finestre. È l’esperienza vissuta sabato 10 gennaio 2026 nel tardo pomeriggio da numerosi abitanti di Casamassima, Valenzano e Turi, nella zona di Bari. L’evento è durato pochissimi secondi, ma ha generato interrogativi, preoccupazione e un interesse che non accenna a placarsi.

In breve tempo, i social network si sono riempiti di testimonianze concordanti: un chiarore potente, quasi abbagliante, comparso all’improvviso nel firmamento, accompagnato da un rumore simile a uno scoppio. C’è chi lo ha descritto come un colpo netto, chi come un rombo anomalo. Tutti, comunque, hanno percepito che si trattava di qualcosa di straordinario.

Un evento inaspettato

Le testimonianze sono giunte non solo da Casamassima, ma anche dalle località vicine di Valenzano e Turi, oltre che da altri centri della zona. In molti casi, il fenomeno luminoso è stato catturato da sistemi di videosorveglianza domestici, che documentano un cielo che si illumina come in pieno giorno per una manciata di istanti, immediatamente prima del fragore. Non sono state rilevate scosse telluriche e non si registrano danni materiali o feriti, elemento che ha permesso di escludere rapidamente cause legate a eventi terrestri.

Con il trascorrere del tempo, l’interpretazione più accreditata è quella di un bolide, ossia una meteora eccezionalmente brillante che, penetrando nell’atmosfera del nostro pianeta, può produrre un intenso bagliore e un’onda acustica avvertibile anche a notevole distanza. Si tratta di fenomeni non comuni, ma nemmeno rarissimi, che colpiscono proprio per la loro natura spettacolare e improvvisa.

L’ipotesi del corpo celeste

Quando un frammento roccioso proveniente dallo spazio entra nell’atmosfera a velocità estrema, l’attrito con l’aria lo riscalda fino a farlo brillare intensamente. In molti casi il corpo si dissolve del tutto prima di toccare terra, generando esclusivamente effetti luminosi e sonori. In altre circostanze, frammenti residui possono raggiungere il suolo, spesso passando inosservati.

Per quanto riguarda l’episodio del Barese, al momento non esistono riscontri ufficiali di materiale recuperato a terra. Gli studiosi raccomandano cautela: soltanto l’esame dei dati acquisiti dalle reti di sorveglianza astronomica potrà stabilire con certezza se si sia effettivamente verificato l’ingresso di un meteorite o se il fenomeno abbia un’altra spiegazione atmosferica. Tuttavia, un dato significativo emerge: la mancanza di attività sismica e di deflagrazioni al suolo rafforza l’ipotesi del bolide come spiegazione più credibile.

Episodi analoghi sono stati documentati negli ultimi anni in varie regioni italiane. Il nostro pianeta è continuamente interessato dal passaggio di piccoli detriti spaziali e, nella maggior parte delle situazioni, questi incontri si traducono in suggestive tracce luminose che svaniscono nell’arco di pochi secondi.

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