Recentemente, l’applicazione Are You Dead? ha scalato le classifiche di download in Cina, diventando particolarmente popolare tra i giovani della Gen Z. Non è né un passatempo ludico né una piattaforma social: il suo scopo è allertare i riferimenti di fiducia quando l’utilizzatore non mostra segni di attività per 48 ore. Dietro l’icona verdognola con uno spettro stilizzato si cela un servizio concepito per garantire protezione e serenità a chi abita in solitaria, dagli universitari lontani da casa ai professionisti trasferiti nelle metropoli.
Il meccanismo operativo di Are You Dead?
Il funzionamento è elementare: chi utilizza il servizio deve confermare la propria presenza ogni due giorni toccando un tasto sullo schermo. Qualora questa conferma venisse omessa, il sistema attiva in automatico una comunicazione verso le persone precedentemente indicate, segnalando una situazione potenzialmente critica. Nel giro di pochi mesi, questa soluzione è passata dall’essere un prodotto di nicchia al primato nelle classifiche cinesi degli acquisti digitali, con un costo mensile di otto yuan (equivalenti a circa un euro). A livello globale, il medesimo servizio viene distribuito come Demumu e sta riscuotendo consensi in USA, Singapore, Hong Kong, Australia e Spagna, prevalentemente tra la diaspora cinese.
Un segnale dell’isolamento crescente

Il trionfo di Are You Dead? rappresenta tuttavia un sintomo di un disagio sociale più profondo: l’incremento della solitudine tra le nuove generazioni cinesi. Le previsioni indicano che entro il 2030 tra 125 e 200 milioni di individui vivranno in abitazioni singole, posticipando matrimonio e genitorialità per dare priorità a carriera e formazione. Nel contesto cinese, per definire questo senso di abbandono, è emerso un termine specifico: kodokushu, l’angoscia della fine in solitudine. La tecnologia si trasforma dunque in un alleato silenzioso, un mezzo per attenuare l’isolamento e offrire rassicurazione a chi è distante dalla propria cerchia affettiva.
La diffusione di questa applicazione stimola una riflessione sulla società odierna: l’isolamento non colpisce esclusivamente gli anziani, ma coinvolge milioni di giovani adulti che affrontano l’esistenza quotidiana senza interazioni costanti. L’emarginazione sociale, identificata dall’OMS come elemento di rischio per disturbi d’ansia, tensione emotiva e fragilità psicologica, spinge verso soluzioni tecnologiche che garantiscano vicinanza e tutela, seppur digitale. Are You Dead? diventa quindi emblema di un’epoca in cui il legame affettivo risulta imprescindibile, fornendo sicurezza e continuità nei rapporti in un contesto in rapida trasformazione.
Fonte: @tongbingxue/X
