Gioiello hi-tech per la sicurezza: l’orecchino che chiama aiuto

orecchino che protegge

Alcune innovazioni nascono dall’esperienza vissuta, non dai manuali. Dal sentire che ti prende quando torni a casa dopo il tramonto, quando impugni le chiavi come se fossero un’arma, quando affetti il passo anche se intorno sembra tutto tranquillo. Il gioiello tecnologico ideato da una sedicenne sudafricana nasce proprio da quella sensazione che troppe conosciamo.

Si chiama Bohlale Mphahlele e vive nella provincia del Limpopo. Cresce circondata da una realtà in cui aggressioni contro donne e minori sono tristemente frequenti. Così decide di creare qualcosa che non sembri una protezione vistosa, che non ingombri, che passi inosservato. Sceglie di trasformare un semplice orecchino.

Il concetto è efficace proprio perché essenziale. Un accessorio che si porta come qualsiasi altro, ma che al momento opportuno si trasforma in uno strumento di soccorso attraverso un meccanismo discreto, azionabile senza attirare sguardi. Questo accessorio tecnologico accompagna la quotidianità. Resta con te mentre aspetti i mezzi pubblici, durante il rientro dalle lezioni, quando cammini in vie poco illuminate. Non garantisce l’immunità, ma offre una forma di vicinanza.

Una volta attivato, il sistema trasmette immediatamente le coordinate GPS ai numeri di emergenza preimpostati e alle autorità competenti. Contemporaneamente, una microcamera incorporata cattura immagini che possono rivelarsi decisive come testimonianza, documentazione, elemento probatorio. Il tutto accade senza segnali evidenti. Nessun flash, nessun allarme sonoro, nessun elemento che tradisca l’attivazione. Il dispositivo opera mentre chi lo indossa affronta la situazione. È progettato per quei frangenti in cui comunicare diventa impossibile e il corpo cerca soccorso prima ancora della voce.

Dal progetto scolastico all’impresa che guarda al futuro

Il modello iniziale riceve un premio all’Eskom Expo for Young Scientists, una delle rassegne scientifiche giovanili più importanti del Sudafrica. Da quel riconoscimento nasce un percorso più ambizioso. Viene fondata un’impresa con l’intento di perfezionare il congegno e diffonderlo, specialmente nei territori dove l’insicurezza è una costante.

Bohlale frequenta corsi di informatica e porta avanti il progetto mantenendo la filosofia originaria. La protezione deve integrarsi nell’esistenza quotidiana, non sovrapporsi ad essa. Deve affiancare, non pesare. In definitiva, questo gioiello tecnologico esprime un principio molto chiaro. La difesa può essere invisibile. L’innovazione può rispondere a bisogni reali. E certe soluzioni arrivano dirette al cuore, senza giri di parole, perché nascono da un vissuto che accomuna.

Fonte: Eskom Expo for Young Scientists