Francia approva stop ai social per minori di 15 anni senza eccezioni

divieto social minori

Il parlamento francese ha dato il via libera a una normativa che impedisce l’utilizzo dei social network ai ragazzi sotto i 15 anni. L’iniziativa, fortemente voluta dal presidente Emmanuel Macron, necessita ora dell’approvazione del Senato per diventare operativa.

Una volta completato l’iter legislativo, la Francia si posizionerà tra le nazioni pioniere a livello globale, insieme all’Australia, nell’introduzione di restrizioni così severe per i giovani fruitori delle piattaforme digitali.

Le disposizioni della normativa

La regolamentazione approvata stabilisce che i ragazzi non potranno registrarsi né accedere ai servizi offerti dalle piattaforme di social networking. Sono previste alcune deroghe: risorse enciclopediche online, archivi didattici e scientifici resteranno fruibili. Anche le applicazioni di messaggistica privata continueranno a essere disponibili.

In origine la proposta legislativa contemplava l’accesso con autorizzazione parentale, ma il testo definitivo si è rivelato più severo.

Le parole di Macron

Il capo dello Stato ha dichiarato su X: “È quanto suggeriscono gli esperti e quanto richiesto dalla stragrande maggioranza dei cittadini francesi”. Ha proseguito affermando: “Dal primo settembre, i nostri giovani saranno finalmente tutelati. Vigilerò personalmente”. Macron ha enfatizzato la necessità di salvaguardare le giovani generazioni:

Perché le coscienze dei nostri ragazzi non sono merce di scambio. Né per i colossi americani, né per le piattaforme cinesi. Perché le loro aspirazioni non devono essere guidate dagli algoritmi. Perché vogliamo una generazione fiduciosa, non angosciata, che creda nella Francia, nella Repubblica e nei suoi principi.

Crescente tendenza internazionale verso restrizioni simili

Nazioni come Australia, Regno Unito, Danimarca e Germania stanno considerando provvedimenti analoghi. In Australia, i ragazzi sotto i 16 anni non possono iscriversi a numerose piattaforme. Nel Regno Unito, la Camera dei Lord ha approvato un provvedimento comparabile, mentre in Danimarca si dibatte su una soglia di 15 anni. In Germania, la discussione è ancora aperta. La Francia si pone quindi in prima linea in Europa nella protezione dei giovani utenti del web.