Emerge a Fano la Basilica di Vitruvio: scoperta storica

Basilica di Vitruvio Fano

Esistono ritrovamenti che giungono inaspettati e altri che sembrano attendere pazientemente il tempo opportuno per rivelarsi. A Fano, questo tempo è giunto. Nel corso degli interventi di scavo presso piazza Andrea Costa sono stati portati alla luce i resti della Basilica di Vitruvio, una costruzione che per lungo tempo è vissuta esclusivamente nelle pagine dei testi, nei progetti degli architetti e nelle congetture degli esperti, senza mai manifestarsi fisicamente.

Oggi quella separazione tra ipotesi e concretezza si è colmata. Ciò che emerge dal sottosuolo non rappresenta semplicemente un accumulo di antiche pietre, ma un frammento tangibile di storia cittadina che riprende a comunicare con l’epoca attuale.

Un ritrovamento che ricuce il rapporto tra Fano e l’architetto romano

Le ricerche archeologiche hanno fatto emergere imponenti colonne, fondamenta murarie e tracciati perimetrali attribuibili con notevole certezza alla Basilica illustrata nel De Architectura dall’architetto Vitruvio. Non si parla di un’identificazione romantica, bensì di una sintesi di elementi archeologici, topografici e documentali che consolida un’ipotesi nutrita da decenni di ricerche.

Vitruvio, originario dell’antica Fanum Fortunae, l’odierna Fano, rappresenta una personalità fondamentale per l’architettura occidentale. Il suo manuale ha superato i millenni, condizionando il Rinascimento e il nostro stesso approccio allo spazio edificato. La Basilica fanese è tra i rari edifici che l’autore latino rivendica direttamente come opera propria, conferendo a questa scoperta un valore straordinario.

Cosa rivelano i lavori archeologici

Dalle prime evidenze raccolte, oltre alle maestose colonne sono state identificate strutture murarie con residui di rivestimenti e strati preparatori delle pavimentazioni, dettagli che consentono di ricostruire la grandiosità della costruzione nonostante le superfici originarie siano scomparse nel tempo. La città, come frequentemente avviene, si è evoluta sovrapponendo destinazioni e architetture, ma senza eliminare completamente quanto giaceva negli strati inferiori.

La Basilica vitruviana non costituisce un elemento isolato, ma un componente che contribuisce a decifrare meglio l’assetto antico di Fano, la sua importanza nel contesto romano e il modo in cui gli spazi comuni venivano concepiti come luoghi di aggregazione, governo e socialità. È una rivelazione che riguarda l’urbanistica, non esclusivamente l’archeologia.

Il significato contemporaneo di questa scoperta

L’importanza di questo rinvenimento non risiede unicamente nella sua rilevanza storica, ma nel modo in cui ci spinge a riconsiderare il legame con i centri urbani che viviamo. Fano non è diventata improvvisamente più ricca di storia: lo era già. Semplicemente, oggi ne possediamo una comprensione più articolata.

In un’epoca in cui si discute sempre più di riqualificazione urbana, salvaguardia del patrimonio e sostenibilità ambientale, ritrovamenti come questo ci rammentano che il terreno su cui camminiamo è una risorsa delicata e inestimabile. Ogni progetto urbanistico può trasformarsi in un’opportunità di apprendimento, se gestito con cura e sensibilità. La Basilica di Vitruvio si manifesta quindi come emblema di un equilibrio realizzabile tra eredità storica e progresso, tra trasformazione e conservazione.

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Fonte: Ministero della Cultura