Ison: le 5 cose che non sappiamo sulla cometa del secolo

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La Cometa Ison, oltre una settimana fa, è entrata nel sistema solare interno, oltrepassando Marte e avvicinandosi sempre di più al Sole. In attesa del fatidico 28 novembre 2013, giorno in cui essa raggiungerà il perielio, ossia la distanza minima dal sole, ecco le 5 curiosità sulla cometa del secolo.

1 . Probabilmente non sarà la cometa del secolo

Ison è stata etichettata cometa del secolo fin dalla sua scoperta, avvenuta a settembre del 2012. Alcune previsioni, allora, fecero pensare che essa sarebbe arrivata a brillare quanto la luna piena tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre. Ma la paura degli scienziati, oggi, è legata alla sopravvivenza stessa della cometa, minacciata dalla sempre minore distanza dal Sole. “Probabilmente, Ison sarà una delle comete più brillanti degli ultimi anni e, grazie alla comunità astronomica mondiale, ci auguriamo che sia anche una delle comete più osservate della storia”, secondo i ricercatori del Nasa Comet ISON Observation Campaign. Ma che sia la cometa del secolo, è ancora tutto da vedere.

2. Ison non è enorme

In base a quanta polvere la cometa sta perdendo, è stato calcolato che il suo nucleo misura tra 200 m e 2 km. Altre stime hanno ipotizzato un diametro massimo di 5 km. Ciò la rende una cometa di medie dimensioni se non un po' più piccola della media. È certamente lontana dalla stazza della spettacolare cometa Hale-Bopp, larga circa 30 km, che illuminò i cieli notturni della Terra durante il suo passaggio, nel 1997.

3. Tanti gli occhi puntati su Ison

I ricercatori considerano l'approccio ravvicinato al sole della cometa Ison come una rara occasione per conoscere la composizione delle comete, ciò che resta dei primi momenti di vita del sistema solare. Ison permetterà agli scienziati di monitorare l'evoluzione di una cometa su un periodo di tempo molto più lungo. Per usufruire di questa opportunità, CIOC sta coordinando una campagna di osservazione globale che si avvale di una serie di attività sia dalla Terra che dallo spazio. Ad osservare la cometa saranno ad esempio il telescopio spaziale Hubble e il Solar Dynamics Observatory della NASA ma anche alcuni strumenti europei dell'Esa.

4. La cometa Ison non costituisce una minaccia per la Terra

Noi abitanti della Terra non abbiamo nulla da temere. Non importa come la cometa si comporterà quando si avvicinerà al sole. Essa sarà distante dalla Terra la bellezza di 64 milioni di km, durante il suo volto attraverso il sistema solare interno. E se anche dei frammenti di cometa dovessero staccarsi, cosa che certamente accadrà, essi non voleranno in direzioni diverse ma continueranno a viaggiare lungo il percorso della loro “madre”.

5. Presto potrebbe essere visibile

Nessuno sa esattamente come brillerà Ison e quando. Ma supponendo che essa riesca a sopravvivere alle prossime settimane, la cometa potrebbe diventare visibile agli osservatori del cielo già con un binocolo alla fine del mese di ottobre. I più fortunati saranno gli abitanti dell'emisfero nord, che potranno ammirarla subito dopo il tramonto.

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Francesca Mancuso

Foto: Nasa-Esa

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