Call center dall’estero: telefonate spam aumentate del 400%

chiamate call center

Le statistiche recentemente pubblicate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni descrivono una situazione ben nota a milioni di cittadini: gli smartphone italiani continuano a essere bersagliati da telefonate indesiderate. Dall’avvio completo del sistema di blocco contro lo spoofing applicato alle numerazioni cellulari, operativo dal 19 novembre 2025, sono stati fermati 49,3 milioni di contatti fraudolenti. Si tratta di oltre 4 milioni di tentativi quotidiani, cifre che dimostrano l’ampiezza del problema.

Il meccanismo del sistema di protezione

Il dispositivo implementato dall’Autorità contrasta il fenomeno del CLI spoofing, una pratica che permette ai centri di telemarketing stranieri di nascondersi dietro numerazioni mobili nazionali. Attraverso la cooperazione tra provider internazionali e gestori di telefonia mobile italiani, le telefonate provenienti da oltre confine con identificativi italiani contraffatti vengono individuate e bloccate preventivamente. Questo strumento si aggiunge a quello già attivato ad agosto per le numerazioni fisse falsificate.

I risultati del blocco

Le informazioni raccolte dal 19 al 30 novembre sono inequivocabili. Le telefonate che mostravano apparentemente un numero cellulare italiano sono diminuite drasticamente, scendendo da una media di 26,8 milioni giornalieri a 7,4 milioni. In percentuale, il dispositivo è riuscito a bloccare circa il 56% delle comunicazioni fraudolente. Un esito che, sotto il profilo operativo, dimostra l’efficacia dell’iniziativa e complica le operazioni dei call center illegali che tentano di simulare un’origine italiana.

La conseguenza imprevista: esplosione delle chiamate estere

Se da una parte calano le telefonate con identificativi italiani contraffatti, dall’altra emerge un fenomeno speculare: l’incremento vertiginoso delle chiamate con prefissi internazionali. Prima dell’implementazione del filtro, queste telefonate ammontavano a circa 6,6 milioni quotidiani; successivamente al 19 novembre sono schizzate a 23,8 milioni, registrando un incremento prossimo al 400%. Sui display dei cellulari appaiono sempre più frequentemente numeri con prefissi di Spagna, Regno Unito, Svezia o Romania.

La strategia dei centri di telemarketing

La ragione è evidente: impossibilitati a utilizzare identificativi italiani falsificati, i call center aggressivi si sono orientati verso numerazioni estere autentiche, frequentemente acquisite tramite piattaforme VoIP a tariffe irrisorie. Queste comunicazioni non infrangono le normative recenti, poiché impiegano numerazioni genuine e regolarmente registrate. Bloccarle in modo indiscriminato comporterebbe l’interruzione anche di contatti legittimi con società, servizi di consegna o contatti all’estero.

Una sfida ancora in corso

L’Autorità definisce questa tattica un evidente spostamento delle pratiche illecite, segnale che i sistemi di protezione sono efficaci ma non eliminano completamente il fenomeno. Il quadro che emerge è contraddittorio: meno telefonate mascherate da italiane, ma maggiori squilli provenienti dall’estero. Per gli utenti il disagio persiste, anche se diventa più identificabile. La battaglia contro lo spam telefonico prosegue, in un rincorrersi continuo tra normative e chi tenta di eluderle.

Fonte: Agcom