Blackout digitale a Mosca: cittadini costretti a usare walkie-talkie

walkie talkie

Nella capitale russa la connessione mobile è assente o estremamente instabile ormai da diversi giorni, rendendo gli smartphone praticamente inutilizzabili per milioni di abitanti. Applicazioni per i pagamenti elettronici, sistemi di geolocalizzazione e programmi di chat cessano improvvisamente di rispondere, creando enormi disagi nella routine di una metropoli che dipende totalmente dai servizi online.

In determinate circostanze si sono fermati anche mezzi pubblici, sistemi di parcheggio automatizzato e sportelli bancari, costringendo negozi e uffici a ridurre drasticamente le operazioni. Le autorità hanno giustificato l’accaduto con precauzioni legate alla sicurezza nazionale, evitando però di entrare nel merito, ma l’espansione progressiva delle interruzioni dalle zone periferiche fino al cuore della città ha alimentato interrogativi su un piano di controllo più esteso. In una realtà urbana iperconnessa, il venir meno della connettività mobile ha evidenziato la vulnerabilità dell’architettura tecnologica quando sottoposta a restrizioni governative.

L’ipotesi della lista bianca e la supervisione statale

Tra le spiegazioni più accreditate emerge quella di una sperimentazione di un meccanismo a lista bianca, ovvero un’infrastruttura digitale dove rimangono fruibili esclusivamente i portali autorizzati dalle istituzioni. Con tale modello, qualsiasi risorsa non presente nell’elenco ufficiale verrebbe oscurata automaticamente, impedendo l’accesso a fonti informative autonome e servizi internazionali.

Contemporaneamente, le pressioni sulle applicazioni di origine straniera si sono intensificate. WhatsApp e Telegram hanno registrato blocchi parziali in diverse zone, mentre viene incentivato l’utilizzo di MAX, piattaforma di messaggistica promossa dalle autorità russe. Secondo numerosi esperti del settore, l’intento sarebbe quello di diminuire l’utilizzo di tecnologie esterne e consolidare il monitoraggio dei flussi informativi.

Ritorno alle soluzioni tradizionali: ricetrasmittenti e denaro fisico

Di fronte all’instabilità della rete, numerosi abitanti della capitale hanno recuperato metodi comunicativi del passato. Hanno ripreso diffusione ricetrasmittenti portatili, dispositivi di chiamata, carte geografiche stampate e principalmente il denaro contante. In assenza di collegamento, effettuare transazioni tramite dispositivi mobili diventa impraticabile e persino comunicare richiede alternative. Il volume dei messaggi di testo tradizionali è cresciuto notevolmente e varie attività commerciali hanno interrotto l’accettazione di metodi elettronici. Di fatto, l’intera area urbana ha compiuto un regresso tecnologico, riscoprendo strumenti ritenuti obsoleti ma ancora efficaci senza dipendenza dalla connettività.

La reazione satirica della popolazione: “ritorno al passato sovietico”

Nonostante le difficoltà concrete, nelle piattaforme digitali ancora accessibili sono apparsi numerosi contenuti satirici sulla vicenda. Diversi residenti hanno scherzato sulla necessità di domandare informazioni ai passanti, altri hanno condiviso immagini di cartine stradali ripiegate o apparecchi radio recuperati da vecchi armadi. Non mancano nemmeno coloro che utilizzano il telefono per attività ludiche elementari o simulano conversazioni video sapendo perfettamente che non funzioneranno.

Questo atteggiamento umoristico, tuttavia, cela una preoccupazione concreta: il rischio che l’interruzione non sia transitoria. Sdrammatizzare è diventato uno strumento psicologico per gestire l’incertezza, mentre la metropoli sperimenta concretamente le conseguenze di una connettività limitata e sottoposta a sorveglianza. La capitale russa si trova quindi ad affrontare uno scenario imprevisto: una grande città che rallenta, recupera tecnologie analogiche e constata quanto l’accesso libero alla rete possa improvvisamente diventare instabile.

Fonte: РБК