Bambini e IA: come proteggere i figli dai pericoli del web

Safer Internet Day

Ogni anno, il 10 febbraio, più di cento nazioni partecipano al Safer Internet Day 2026, l’iniziativa globale dedicata alla protezione digitale lanciata dalla Commissione Europea. Quest’edizione, dal titolo “Together for a better internet“, pone particolare attenzione all’Intelligenza Artificiale e a come i giovani possano utilizzare queste tecnologie emergenti in modo consapevole e protetto.

I numeri diffusi dall’UNICEF sono allarmanti: in 26 nazioni su 32 analizzate, oltre il 20% dei bambini di 10 anni non riesce a valutare l’attendibilità di un portale online. Nel nostro Paese, fra i ragazzi dai 9 ai 16 anni, numerosi giovani non possiedono le capacità essenziali per tutelare i propri dati personali o produrre materiale digitale in sicurezza. L’arrivo dell’IA amplifica queste criticità, introducendo opportunità ma anche nuove minacce.

Intelligenza artificiale conversazionale: fascino e insidie per gli adolescenti

I sistemi di conversazione basati su IA hanno conquistato gli adolescenti del nostro Paese. Una ricerca condotta da Telefono Azzurro rivela che un giovane su tre nella fascia 12-18 anni utilizza piattaforme come ChatGPT, Gemini o Meta AI, prevalentemente per supporto scolastico, ma anche per ottenere suggerimenti su questioni personali. Circa il 58% dei teenager ripone grande fiducia in questi assistenti virtuali, apprezzandone la natura “priva di pregiudizi” e la capacità di alleviare la solitudine.

Tuttavia, accanto ai vantaggi si profilano pericoli reali: il 40% degli intervistati paventa una diminuzione delle capacità di analisi critica, il 35% teme un impoverimento dei rapporti interpersonali autentici, e più di un terzo evidenzia il rischio di confondere il virtuale con il reale. Emergono inoltre preoccupazioni legate alla tutela dei dati sensibili e al possibile sviluppo di comportamenti compulsivi.

Quando l’intelligenza artificiale diventa strumento di abuso: foto manipolate e contenuti falsi

L’UNICEF denuncia l’incremento preoccupante di contenuti sessualmente espliciti creati artificialmente, che in diversi casi coinvolgono fotografie di minori trasformate in deepfake a sfondo sessuale. Una ricerca realizzata con ECPAT e INTERPOL in undici Stati ha rilevato che almeno 1,2 milioni di bambini hanno subito la manipolazione delle proprie immagini negli ultimi dodici mesi. In determinati contesti, questo equivale a un bambino ogni 25, un numero che evidenzia l’urgenza di interventi mirati per la tutela digitale dei più piccoli.

Nicola Graziano, a capo di UNICEF Italia, evidenzia l’importanza di supportare i minori nell’acquisizione di abilità digitali e capacità di discernimento, costruendo spazi virtuali sicuri e rispettosi, coerentemente con i principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.

Nove raccomandazioni essenziali per chi si occupa di bambini

Per supportare le famiglie e gli educatori nell’affrontare le sfide dell’era digitale intelligente, UNICEF ha elaborato nove suggerimenti operativi:

  1. Avviare conversazioni sull’IA fin dalla tenera età, utilizzando un linguaggio accessibile e pratico.
  2. Essere consapevoli dei potenziali pericoli associati ai vari strumenti tecnologici.
  3. Ricorrere a situazioni della vita quotidiana per illustrare il funzionamento dell’intelligenza artificiale.
  4. Promuovere un utilizzo formativo evitando che sostituisca il ragionamento personale.
  5. Salvaguardare i dati personali e educare su cosa sia appropriato condividere in rete.
  6. Esplorare le tecnologie insieme ai figli per rimanere informati sulle novità.
  7. Riconoscere indicatori di utilizzo eccessivo o di disagio emotivo legato alla tecnologia.
  8. Mantenere un confronto aperto con gli insegnanti riguardo alle attività digitali e ai compiti assegnati.
  9. Collocare l’IA nel giusto contesto, dando priorità alle relazioni umane, alle abitudini sane e agli interessi concreti dei bambini.

Educare alla sicurezza nell’era digitale

La giornata dedicata alla sicurezza in rete ci ricorda che l’intelligenza artificiale può rappresentare un’opportunità formativa e di integrazione, ma in assenza di regolamentazione e controllo i pericoli per i giovani si moltiplicano considerevolmente. Famiglie, istituti scolastici e autorità hanno la responsabilità di orientare bambini e ragazzi verso un utilizzo sicuro, etico e informato delle tecnologie, salvaguardando il loro sviluppo, benessere psicologico e incolumità digitale.

Fonte: UNICEF Italia