Anello smart per tutti gli USA: il piano di Trump per Oura Ring entro 2030

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A prima vista potrebbe sembrare un semplice accessorio: un cerchietto in titanio dotato di sensori e collegato a un’app. Eppure, l’Oura Ring — realizzato dalla società finlandese Oura, nata nel 2013 — è diventato protagonista di accesi dibattiti a Washington e simbolo dell’iniziativa “Make America Healthy Again” promossa dall’amministrazione Trump.

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@ouraring.com

Il 24 giugno 2025, durante un’audizione presso la Commissione Energia e Commercio della Camera, il responsabile del settore sanitario Robert F. Kennedy Jr. ha annunciato il lancio di una delle più imponenti campagne promozionali mai realizzate dall’HHS (Department of Health and Human Services) per incentivare la diffusione dei dispositivi indossabili. L’ambizione è chiara: portare questo gadget al polso di ogni cittadino statunitense nel giro di quattro anni. Il modello entry-level costa circa ottanta dollari mensili, cifra decisamente inferiore ai 1.300 dollari necessari per farmaci come l’Ozempic — confronto utilizzato da Kennedy stesso durante l’audizione, precisando che si stanno valutando modalità per sostenere economicamente i cittadini.

Tuttavia, la questione è stata successivamente ridimensionata. Kennedy ha chiarito ad Axios.com che la campagna non si concentrerà esclusivamente sui dispositivi indossabili, ma punterà piuttosto a motivare gli americani ad abbandonare gli alimenti ultra-lavorati e a riappropriarsi della gestione del proprio benessere. Un passo indietro rispetto all’enfasi iniziale, confermato anche dall’HHS.

L’accordo con il Pentagono da 96 milioni

Prima delle dichiarazioni di Kennedy, Oura aveva già ottenuto un importante riconoscimento istituzionale. Nell’ottobre 2024, il Dipartimento della Difesa aveva stipulato con l’azienda un contratto del valore di 96 milioni di dollari per distribuire anelli intelligenti e servizi di analisi dati alla Defense Health Agency, con lo scopo di valutare stress, capacità di recupero e resilienza del personale militare in 130 strutture sanitarie.

La situazione ha poi subito una svolta, poiché la Defense Health Agency ha rescisso l’accordo il 6 marzo 2025, motivando la decisione con una riorganizzazione delle priorità di spesa, escludendo problematiche tecniche o legate alla sicurezza dei dati, come inizialmente ipotizzato da alcuni organi di stampa. Nonostante ciò, Oura ha comunque annunciato l’apertura di un impianto produttivo in Texas per rispondere alle richieste del Pentagono, con inaugurazione prevista nel 2026.

La vicenda ha generato controversie anche per il coinvolgimento di Palantir, l’azienda di analisi dati fondata da Peter Thiel. Il CEO Tom Hale ha respinto le preoccupazioni durante l’evento Fortune Brainstorm Tech, chiarendo che si tratta di una limitata collaborazione commerciale relativa a un contratto SaaS per ottenere la certificazione di sicurezza richiesta dal Pentagono: i sistemi operano in modo indipendente e né Palantir né enti governativi hanno accesso alle informazioni degli utenti.

Il dibattito sulla FDA e la proposta di una categoria intermedia

Sul fronte normativo, Kennedy e Oura condividono la medesima visione. Nel dicembre 2025, Hale ha pubblicato un articolo d’opinione sul Wall Street Journal in cui ha sostenuto che le normative federali sono in ritardo rispetto all’evoluzione tecnologica, proponendo l’istituzione di una terza categoria denominata “digital health screeners” — un livello intermedio tra i semplici dispositivi per il benessere e i dispositivi medici propriamente detti. Va ricordato che nel 2025 Oura ha investito oltre un milione di dollari in attività di lobbying, a fronte dei 40.000 spesi nel 2024.

La FDA ha risposto aggiornando le proprie linee guida: ora i dispositivi indossabili non invasivi che stimano la pressione sanguigna possono essere classificati come prodotti per il benessere generale, purché non dichiarino di diagnosticare condizioni come l’ipertensione. Una mossa che va parzialmente nella direzione auspicata da Oura.

L’espansione dell’azienda

Mentre si consuma questa partita politica, Oura macina numeri straordinari. Nell’ottobre 2025 ha completato un round di finanziamento da 900 milioni di dollari guidato da Fidelity, raggiungendo una valutazione di 11 miliardi. I ricavi previsti per il 2025 si avvicinano al miliardo di dollari, con oltre 5,5 milioni di anelli venduti dalla fondazione — tre milioni dei quali solo nell’ultimo anno.

Le criticità aperte: conflitti d’interesse, riservatezza, affidabilità

I dubbi non mancano. La candidata a Surgeon General Casey Means ha co-fondato Levels, un’applicazione che promuove i monitor della glicemia, mentre suo fratello Calley Means — consulente di Kennedy — è proprietario di TruMed, una società che consente di utilizzare i fondi degli Health Savings Account per acquistare fitness tracker. Potenziali conflitti d’interesse già evidenziati da diversi analisti.

Dal punto di vista clinico, alcuni esperti evidenziano che mancano ancora evidenze scientifiche solide sui benefici a lungo termine, oltre al fatto che questi dispositivi raccolgono informazioni estremamente delicate – di natura biometrica, comportamentale e riproduttiva – che le normative attuali non proteggono con gli stessi standard previsti per le cartelle cliniche: smartwatch e applicazioni sanitarie non rientrano nell’HIPAA, la legge federale sulla privacy dei dati sanitari, lasciando milioni di americani vulnerabili a pratiche di raccolta dati prive di obblighi di trasparenza. Il senatore repubblicano Bill Cassidy ha presentato l’Health Information Privacy Reform Act (HIPRA) per colmare questa lacuna, estendendo ai wearable e alle app sanitarie le medesime tutele dell’HIPAA. Il provvedimento è attualmente all’esame del Senato.

Un anello al dito di ogni americano entro il 2030: l’obiettivo è stato dichiarato. Le risposte su chi trarrà realmente vantaggio da questa iniziativa, e a quali condizioni, restano ancora da definire.