E-Cat: le contraddizioni di Rossi sulla sua fusione fredda

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L’E-cat, l’apparecchiatura inventata da Andrea Rossi e Sergio Focardi che si propone come la soluzione energetica mondiale, è ancora avvolta nel mistero. La nostra redazione ha dato molto spazio alla vicenda, anche intervistando i due padri del dispositivo. Le dichiarazioni di Andrea Rossi tuttavia restano ancora molto scarne, dove non contraddittorie con precedenti dichiarazioni.

Rossi e Focardi non rivelano quasi nulla sul funzionamento della loro opera, trincerandosi dietro ad un brevetto ancora in discussione (non c’è infatti ancora nulla a livello internazionale), ma quelle poche cose rese pubbliche non convincono la comunità scientifica, in quanto sembrano frutto di un certo “non saper che dire”.

Andrea Rossi, che ha progettato tutti gli E-cat come lo stesso Focardi ha confermato, è caduto più volte in contraddizioni piuttosto evidenti, anche se ancora c’è da capire se il non poter rivelare molto lo costringa a dire cose talmente parziali da essere necessariamente interpretate male. Questa è un’ipotesi plausibile in linea di principio, anche se risulta molto difficile accettare alcune rivelazioni, che stridono in modo abbastanza palese.

Nella nostra intervista abbiamo infatti ripreso un nodo abbastanza cruciale per la questione, ovvero il problema radiazioni gamma. Queste emissioni sono generate quando avviene una reazione di fusione nucleare, e ne costituiscono dunque la prova inconfutabile. E infatti i padri di E-cat avevano più volte dichiarato come, al di là di tutte le speculazioni, la dimostrazione della loro verità fosse proprio la rilevazione di queste radiazioni.

I raggi gamma sono però estremamente pericolosi per la salute, perché molto penetranti, più dei raggi x che possono di per sé indurre la formazione di tumori. Un uso domestico di E-cat tal quale, appena annunciato con grande entusiasmo dai suoi inventori, è risultato quindi subito incompatibile a molti, ma a quel punto era arrivata la smentita, ribadita anche a noi “Non sono state rilevate radiazioni al di fuori degli E-Cats in migliaia di ore di funzionamento”.

Gli schermi necessari (lastre di piombo, come quelle che si usano per proteggere organi delicati durante le lastre) sono dunque all’interno? Oppure i raggi gamma non sono proprio prodotti? Nel primo caso dovremmo avere uno spessore notevole, visto che 1 cm serve solo a dimezzarne l’intensità (quindi per bloccarne totalmente la fuoriuscita sarebbero necessari almeno 10 cm), nel secondo caso ovviamente non ci sarebbe alcuna reazione nucleare. Rossi non risponde, usando la proprietà intellettuale come scudo.

Altro mistero riguarda la produzione di rame. L’unico dettaglio sul meccanismo che è stato più volte divulgato, infatti, è la reazione, che porterebbe il nucleo di idrogeno a fondersi con quello di nickel, con formazione di rame. Ma alla nostra domanda “Ha mai pensato a questa possibile applicazione?” con riferimento alla produzione di materiali diversi da quelli di partenza, Rossi risponde con un secco “Non credo che gli E-Cats siano in grado di produrre nuovi materiali. Possono solo produrre energia termica”. Il dubbio che sia una palese contraddizione è molto forte.

Quando poi gli viene chiesto di parlare degli altri due punti caldi della vicenda, ovvero il dietro-front della Nasa, che prima sembrava voler investire su questo tipo di progetti, e il divorzio dall’Università di Bologna, che si è recentemente chiamata completamente fuori dalla faccenda, il padre di E-cat glissa totalmente, dicendo solo di non essere in contatto con la Nasa (ma non rispondendo di fatto alla domanda, che chiedeva solo di dare un’opinione su quanto accaduto), e parlando di un accordo di non divulgazione in corso con l’Università di Bologna (ente che però si è chiamato fuori da tutto, dichiarandosi completamente estraneo, per cui in effetti non è molto chiaro come possa esserci un accordo di qualunque genere).

Una fitta coltre di mistero dunque, che gli inventori promettono di districare non appena E-cat sarà messo sul mercato. A questo punto tutti si augurano che questo avvenga presto, in modo da separare, come in un Giudizio Universale, i buoni dai cattivi (o forse le persone affidabili da quelle meno?).

Roberta De Carolis

Leggi la nostra intervista ad Andrea Rossi

Leggi la nostra intervista al Professor Sergio Focardi

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