Curiosity: su Marte una roccia simile a quelle terrestri

curiosity 1

Curiosity. La prima roccia marziana analizzata dal rover della Nasa, chiamata Jake Matijevic ha una composizione più varia di quanto previsto in base ai risultati delle precedenti missioni. La sorpresa che ha lasciato di sasso i ricercatori della Nasa riguarda il fatto che essa somiglia ad alcune tipologie di rocce proprie delle parti più interne della Terra.

Il 23 settembre scorso, Curiosity aveva toccato la sua prima roccia. Dopo aver puntato il suo Alpha Particle X-Ray Spectrometer (APXS) sul masso durante il suo 47esimo giorno su Marte, il rover grazie allo strumento ChemCam aveva iniziato l'analisi sulla roccia Jake Matijevic, che ha preso il nome da uno scienziato della Nasa recentemente scomparso.

Jake è dunque la prima pietra analizzata dallo strumento APXS, montato sul braccio robotico del rover. I risultati hanno fornito alcuni dati sorprendenti e raccontano storie di ambienti invisibili e processi planetari. "Questa roccia ha una stretta corrispondenza, nella composizione chimica, con un tipo insolito ma ben noto di rocce ignee che si trovano in molte aree vulcaniche della Terra", ha detto Edward Stolper del California Institute of Technology di Pasadena. "Con una sola roccia marziana di questo tipo, è difficile sapere se sono stati coinvolti gli stessi processi, ma è il posto ragionevole per iniziare a pensare alla sua origine."

Sulla Terra, rocce con composizione simile a Jake in genere provengono da processi che avvengono nel mantello del pianeta sotto la crosta, dalla cristallizzazione del magma relativamente ricco d'acqua a pressione elevata.

curiosity 2

"ChemCam aveva visto suggestive composizioni di feldspato dal mese di agosto, e ci stiamo avvicinando a confermarlo con i dati APXS anche se ci sono altre prove da fare," ha detto Roger Wiens, ChemCam Principal Investigator per il Los Alamos National Laboratory.

Dopo la fine dei lavori effettuati nell'area nota come Rocknest, il team ha intenzione di guidare il rover Curiosity circa 100 metri verso est per selezionare nuovi elementi da analizzate in quella zona, come primo obiettivo per l'uso del trapano.

Nel corso dei primi due anni della missione, i ricercatori useranno i 10 strumenti di Curiosity per valutare se l'area di studio abbia mai offerto le condizioni ambientali favorevoli per la vita microbica.

Francesca Mancuso

Cerca