Sentinel: un telescopio privato a caccia di asteroidi

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È il progetto di due astronauti del passato, Rusty Schweickart, il pilota dell'Apollo giunto sulla Luna, e Ed Lu, un veterano delle imprese gloriose del pensionato Space Shuttle. L'idea è di avviare una missione a caccia di asteroidi vaganti per il cosmo. E, incaricato di perlustrare lo spazio circostante la Terra, una vera e propria sentinella.

Il telescopio spaziale Sentinel (nome assegnatogli su ispirazione del protagonista de 'Il piccolo principe' di Antoine de Saint -Exupery) è il progetto privato ideato con lo scopo di ridurre i possibili pericoli di uno scontro con asteroidi il cui rischio è alto.

La missione B612 Foundation, questo il nome, è a scopo non profit e ipotizza di avviare il lancio del telescopio tra il 2017 e il 2018. La speranza è che si possa arrivare ad identificare 500 mila asteroidi nelle vicinanze del nostro pianeta e questo in tempi relativamente brevi, circa sei anni.

L'identificazione degli asteroidi è compito decisamente importante per gli astronomi poiché alcune formazioni rocciose hanno dimensioni rilevanti e costituiscono una reale minaccia per la nostra incolumità. "Hanno colpito la Terra in passato e lo faranno in futuro, a meno che non si faccia qualcosa", sostiene l'astronauta Ed Lu, ideatore della fondazione B612.

Per il momento, quel che gli scienziati ipotizzano è che 980 di questi asteroidi enormi stiano bazzicando pericolosamente nelle vicinanze della Terra. Il 95 per cento di questi sono già stati identificati dai ricercatori i quali escludono categoricamente che alcuni di loro possano costituire una reale minaccia. Purtroppo però ciò che impensierisce i ricercatori sono le formazioni più piccole, quelle quasi invisibili.

A denunciare la pericolosità gli osservatori del telescopio spaziale WISE della Nasa. Secondo le loro teorie 4700 asteroidi di 100 metri ognuno si spingerebbero troppo vicino alla Terra. Solo il 30 per cento di essi è stato identificato. Un loro possibile impatto con la superficie terreste sarebbe sufficiente a spazzare via un intero stato. Ma c'è inoltre un 1 per cento di tali rocce, delle dimensioni di 40 metri circa. Uno scontro con essi sarebbe da paragonare al noto "evento Tunguska".

Era il 1908 quando un oggetto di tali proporzioni si schiantò in Siberia, nei pressi del fiume Podkamennaya Tunguska. Il suo impatto fu tale da spazzare via 2 mila chilometri quadrati di foresta.

Un fenomeno di tale portata sarebbe un pericolo non solo per le nostre vite, ma è innegabile che sconvolgerebbe l'intera economia globale. "Probabilmente stiamo giocando ad una roulette cosmica. Voleremo per il sistema solare insieme a questi oggetti e le leggi della probabilità saranno più chiare", conclude Lu.

Federica Vitale

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