Satellite nord-coreano: un fallimento con intenzioni pacifiche o bellicose? I dubbi delle Nazioni Unite

satellite corea

Per portare in orbita un satellite ci vuole un taxi spaziale, ovvero un missile. Sì, quello che si usa anche in guerra come arma contro obiettivi prefissati (militari, se siamo fortunati). La Corea del Nord ne ha lanciato uno, per festeggiare il ‘Giorno del Sole’, denominazione ufficiale per il centenario della nascita del suo fondatore Kim Il-sung (lo scorso 15 Aprile). In realtà le Nazioni Unite temevano fosse un pretesto per test militari e hanno intimato più volte al governo nord coreano di fermare il lancio. Tuttavia, nonostante i loro ripetuti appelli, il missile è partito, ma ha ottenuto un colossale fallimento.

Nuvole nere che oscurano il Giorno del Sole, dovute al regime e alla crisi alimentare che sta uccidendo migliaia di coreani, sono state già denunciate da Amnesty International, e questa notizia non fa che presagire altri violenti temporali. Gli Stati Uniti e altre nazioni non hanno mai creduto alle parole di Jang Myong-Jin, responsabile del centro spaziale Tongchang-ri, il quale sosteneva con decisione: “Dire che il lancio del razzo Unha-3 sia un test missilistico è veramente una cosa senza senso. Questo lancio - ha aggiunto - è stato programmato molto tempo fa, in occasione del centesimo anniversario del presidente Kim Il-Sung. Non si tratta di un’azione provocatoria”.

Il razzo, alto 30 metri e di 2,5 metri di diametro, voleva portare in orbita il satellite Kwangmyongsong-3 (Stella splendente), il cui compito era osservare la Terra e raccogliere dati sulle foreste e sulle risorse naturali nord coreane, avevano spiegato i funzionari del centro spaziale ai giornalisti stranieri. Quello che insospettiva, però, orbita attorno alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (1874) sottoscritta anche dalla Corea del Nord per mano dell’attuale presidente Pyongyang riguardo al lancio missili di lunga gittata, vietato a meno di scopi scientifici. E se dunque questi fossero stati solo dei pretesti? Secondo il Comando della difesa Usa, il razzo lanciato è in realtà il missile balistico intercontinentale Taepodong-2, che avrebbe una portata da 6 mila a 9 mila chilometri.

L’Intelligence della Corea del Sud ha riferito addirittura l’intenzione della Corea del Nord di testare armi atomiche. La fonte è stata citata dall’agenzia Yonhap, secondo la quale Pyongyang starebbe al momento effettuando clandestinamente i preparativi per il terzo test nelle vicinanze della stessa località dove vennero fatti esplodere i due precedenti ordigni nel 2006 e nel 2009, la città nord-orientale di Punggye-ri. Seul ha mostrato le foto satellitari di lavori in corso.

La tensione politica fra i due stati coreani e con gli stessi Usa potrebbe far pensare ad interessi di parte in queste dichiarazioni. Ma i precedenti della Corea del Nord non lasciano tranquilla la comunità internazionale. Fortunatamente il missile non ha costituito alcuna minaccia, visto che si è disintegrato dopo appena 1 min dal lancio. Ma questi tentativi potrebbero ripetersi: per scienza o altro? Occhi aperti, dunque.

Roberta De Carolis

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