Google, Street View: le immagini del prima e dopo Terremoto in Giappone

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Il Giappone prima e dopo il terremoto. Google, con Street View, ci regala le tristi immagini delle zone colpite dal sisma dello scorso 11 marzo. Al posto della case, solo strutture diroccate e macerie, fango e sporcizia laddove prima c'erano abitazioni e vita. E per far rimanere impresso nella memoria il ricordo di quello che esisteva prima che acqua e fango lo trascinassero via, è nato il progetto "Building the memories", presentatolo scorso lunedì da Google.

Dopo aver immortalato l'interno dei negozi e quello di aeroporti e stazioni, Street View diventa memoria storica, offrendo il prima e il dopo del territorio giapponese devastato dal terremoto. Grazie alle due opzioni, Before e After, sarà possibile girare virtualmente per le strade del sud-est del Giappone per guardare con i propri occhi cosa davvero è successo.

Sicuramente la notizia del sisma, con tutto lo stuolo di rischi legati alla radioattività connessi alla centrale di Fukushima Daiichi, ci ha toccati, ma vederlo con i propri occhi è un'altra cosa.

Insieme alle case, alle vite umane, sono stati trascinati via anche i ricordi. Tra le cose perdute vi sono, foto e video, immagini di familiari, amici, animali domestici. Per aiutare le persone in Giappone a condividere quello che resta delle loro cose, grazie alle immagini e ai video, Google ha creato il sito web Mirai e no kioku, disponibile solo in giapponese, che letteralmente significa "Memorie per il futuro".

Attraverso questo sito, le persone hanno potuto ritrovare i ricordi perduti delle loro case e città. Ad esso, come abbiamo detto, Google sta aggiungendo migliaia di chilometri di immagini con Street View delle zone colpite, immagini raccolte prima e dopo il disastro. In questo modo, chi ha vissuto il terremoto, potrà ricordare per sempre com'era prima, e le generazioni future potranno conoscere quali sono stati i danni del sisma. Inoltre, in ogni schermata, in basso a destra, è riporta anche la data esatta di quando è stata scattata la foto.

Per non dimenticare che è bastato solo qualche secondo per distruggere un'intera area.

Francesca Mancuso

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