Al, l'assistente virtuale di Facebook contro le foto imbarazzanti

Assistente FB

Il suo nome è Al ed è un assistente virtuale. Al servizio degli utenti di Facebook, il compito di Al sarà quello di aiutarci a evitare di pubblicare foto (e in futuro anche altri tipi di contenuto) imbarazzanti.

Presto, insomma, un assistente virtuale potrebbe proteggerci dagli scivoloni in chiave social. E dai rimproveri di mamma e papà. "Il tuo capo, la tua mamma, la tua fidanzata: sono alcune delle persone che potrebbero vedere ciò che stai per caricare online. Sei sicuro di volerlo?", sarà, infatti, la domanda di rito che gli utenti si ritroveranno prima di pubblicare ciò che si è appena caricato.

La mente di tutto ciò è Yann LeCun, che dal 2013 è a capo di Facebook Artificial Intelligence Research Lab, un organo di ricerca creato da Zuckerberg per indagare sulla possibilità di far pensare le macchine.

"Immagina di avere un assistente digitale in grado di mediare le tue interazioni con gli amici e con i contenuti di Facebook", dice LeCun. E questo sarà possibile grazie a una tecnologia che potrebbe scandagliare l'immagine caricata per capire, ad esempio, se la persona ritratta è ubriaca, o stia facendo qualcosa di potenzialmente compromettente. E non solo, in futuro si potrebbe anche pensare di fare lo stesso con il contenuto dei post, ma ciò che serve, aggiunge LeCun, "è una macchina che possa realmente capire i contenuti e le persone; maneggiare e mettere insieme tutti i dati".

"Possiamo sfruttare le capacità dell'apprendimento profondo per impostare un meccanismo di controllo che, nel momento in cui riconosce una situazione potenzialmente rischiosa, ricordi all'utente qualcosa come: "Occhio, stai postando pubblicamente. Sei proprio sicuro di volere che tua madre o il tuo capo vedano questa foto?".

Secondo quanto si legge su Wired, l'apprendimento profondo è uno strumento utilizzato da tutti i colossi tecnologici mondiali. Google, ad esempio, lo usa per i propri motori di ricerca mentre Microsoft è riuscita a sviluppare per Skype un traduttore delle chiamate da una lingua all'altra.

Tutti, insomma, sempre più dentro le nostre vite, scegliendo persino al nostro posto foto e parole. E se, semplicemente, evitassimo di spiattellare ogni istante della nostra vita sui social?

Germana Carillo

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