Facebook: post offline su iPhone ma il problema e' la dipendenza

facebook depressione

Facebook, la causa di depressione e scarsa stima di sé della società 2.0. Che disarmante sensazione, infatti, per alcune persone, quando nessun “Mi piace” correda il proprio status o una foto sul popolare social network. Un nuovo studio sui social media conferma come questo rifiuto, seppur non intenzionale, possa abbassare l'autostima e influenzare il nostro senso di appartenenza. Un modus vivendi, dunque, che si insinua in ogni momento della nostra vita. Anche quando siamo offline.

La ricerca è stata condotta dai ricercatori della University of Queensland. Ed ha riscontrato che i comportamenti antisociali, come "l'agguato" e "l'ostracismo", sovvertono spesso le nostre abitudini e il nostro benessere online.

Nella relazione “Threats to belonging on Facebook: lurking and ostracism” (Minacce all'appartenenza su Facebook: agguato ed ostracismo), i ricercatori hanno posto agli utenti di Facebook due domande chiave: "Che cosa accadrebbe se non fosse loro permesso di condividere informazioni su Facebook per 48 ore?" e "Che cosa accadrebbe se nessuno tra i propri contatti si interessasse agli aggiornamenti di stato?". Sono stati creati due gruppi. Il primo è stato diviso in altri due sottogruppi: quello dei "lurker", al quale non è stato permesso di condividere informazioni per 48 ore. Mentre nel secondo gruppo, la metà dei partecipanti si sentiva "emarginato" quando, inconsapevolmente, utilizzava il proprio account i cui aggiornamenti di stato non ricevevano alcun feedback e nessuna approvazione.

Lo studio, dunque, ha evidenziato che gli utenti non autorizzati a condividere le informazioni e che non avevano ricevuto dei feedback sui loro aggiornamenti, sentivano livelli più bassi di appartenenza, di controllo delle loro attività, oltre ad una minore autostima.

Stephanie Tobin, una delle autrici dello studio, afferma che i più indicativi indici di appartenenza sono le interazioni positive nel contesto delle relazioni in corso. "La sensazione di un senso di legame può estendersi ad una connessione con un gruppo, come la società”. Facebook, quindi, potrebbe potenzialmente soddisfare questa esigenza, ma quando gli utenti sono stati costretti a subire "agguati" od "ostracismo", ne hanno sofferto. “È diverso dall'avere una conversazione faccia a faccia durante la quale si ricevono commenti non verbali e c'è una chiara necessità di rispondere immediatamente. Facebook si diffonde. Quando si scrive qualcosa, la gente non ha quel senso di obbligo del rispondere subito".

Ma non è tutto. Se non si ottiene riscontro su Facebook, si è rilevata la relativa crescita (sebbene sarebbe il caso di parlare di vera e propria “migrazione”) di altre applicazioni di social networking, come Snapchat e Instagram. Ma se proprio siamo dipendenti da Facebook, la moderna tecnologia non fa altro che incrementare questa nostra tendenza. Grazie all'applicazione per iPhone, infatti, si potranno scrivere post off line. Questa novità consentirà agli utenti di scrivere dal proprio smartphone seppur in assenza di connessione. Il contenuto non viene perso ma salvato, fino a quando non avremo nuovamente a disposizione una connessione e pubblicare (finalmente, sarebbe il caso di dire) i post diligentemente scritti offline.

Insomma, le nostre abitudini online hanno iniziato a riflettere la vita reale. Forse alterando una percezione delle relazioni sociali, trasferendole dalla quotidianità allo schermo di un pc.

Federica Vitale

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