Facebook: chat dirottate su Messenger. Whatsapp a rischio?

Facebook Messenger

Facebook disattiva l’applicazione chat, portando tutto su Messenger. E Whatsapp che ruolo avrà? Il timore degli utenti è che, dopo il plurimiliardario acquisto, Mark Zuckerberg voglia chiudere la storica app di messaggistica istantanea. Il fondatore del social network però smentisce, sostenendo che le due realtà hanno mercati diversi, e che la stessa azienda sta proiettando il suo futuro anche fuori da social. Sarà così?

Facebook ha iniziato a notificare agli utenti sui dispositivi mobili che non potranno più chattare utilizzando la storica app, ma dovranno scaricare Messenger. L’aggiornamento inizierà da Android e iOS in Europa, e poi si estenderà a tutti i sistemi operativi mobili, anche extraeuropei. Secondo la compagnia, la mossa è dovuta a ragioni di natura tecnica.

“Messenger è un’esperienza molto più veloce: abbiamo scoperto che le persone ottengono risposte più veloci del 20 per cento su Messenger rispetto a Facebook - ha scritto un portavoce dell’azienda in una mail indirizzata alla CnnPortare il servizio di messaggistica fuori da Facebook ci permette inoltre di concentrarci per rendere Messenger ancora migliore per tutti, evitando di lavorare su due esperienze di messaggistica distinte”.

Eppure c’è chi teme che questa decisione porti alla disattivazione anche di Whatsapp, il servizio di chat al quale ormai molti utenti di dispositivi mobili sono abituati. Le due app sembrerebbero infatti del tutto analoghe, ma Zuckerberg, in un’intervista rilasciata al New York Times, ha tranquillizzato gli utenti, dichiarando che Messenger non è destinato a cannibalizzare Whatsapp, perché il primo è più un servizio di “chat fra amici”, il secondo “sostituisce” gli sms.

Ma, ammesso che le polemiche si spengano, Facebook resta comunque al centro dell’attenzione: la Cassazione ha infatti tirato in ballo il social network come possibile sede del reato di diffamazione. Come in una testata giornalistica o un blog, la piattaforma può essere usata infatti per commettere questo crimine. E, attenzione, anche se non si scrivono nomi e cognomi.

Come in un gigantesco condominio, 10 anni di storia e più di un miliardo di amici sembrano dunque non poter prescindere da polemiche e nemici. Ma il detto non sbaglia: “Purchè se ne parli”.

Roberta De Carolis

Foto: CNN

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