Snowden: "La crittografia protegge dalle arti oscure"

Il problema è globale. L’NSA e le altre agenzie stanno incendiando internet e voi siete i pompieri. Bisogna sistemare la cosa”. Come? “Prima cosa: rendere la loro sorveglianza complicata, mettendo al sicuro tutti i nostri dati”.

Uno Snowden rilassato e sorridente, sullo sfondo della Costituzione americana, in diretta esclusiva ai suoi amici del SXSW, il festival dell’interattività di Austin nel Texas, parla così del caso che lo riguarda, ovvero lo spionaggio su scala globale della National Security Agency emerso grazie alle sue rivelazioni.

Alle domande del pubblico, di Ben Wizner e Christopher Soghoian dell’ACLU (American Civil Liberties Union) risponde con pacatezza. Snowden è in Russia da giugno del 2013, e ha ricevuto un asilo temporaneo che scadrà ad agosto dopo aver rivelato alla stampa una valanga di documenti segreti che dimostravano il controllo che l’NSA compieva ai danni di milioni di cittadini.

La parola d’ordine è crittografia, ovvero protezione dei proprio dati. “La crittografia funziona. Non bisogna pensarla come un’arte oscura, ma come una protezione dalle arti oscure”, dice, riferendosi alle modalità di monitoraggio della stessa NSA e delle grandi aziende come Google, che archiviano informazioni che ci riguardano.

Quando hanno iniziato a raccogliere tutti questi dati, ovunque, si sono resi conto che la cosa non poteva funzionare. Ma hanno comunque speso miliardi di dollari per continuare a farlo“, prosegue Sanowden, rassicurando il pubblico che “Facebook e Google possono usare i nostri dati in modo responsabile, e tenerli per il tempo che gli serve, non devono archiviarli per sempre”.

Poi cerca di individuare una soluzione al problema, fa sapere che basta poco per impedire all'NSA di collezionare i nostri dati, optando massivamente per la codificazione. Consiglia di usare Tor, software progettato dalla EFF (che nel frattempo, ha allestito un database con i file della NSA). Dopo di che l’ex tecnico della Cia lancia un appello a ingegneri, matematici, innovatori, per favorire il cambiamento tecnico.

Un’autentica rivoluzione, cui dovrebbe prendere parte anche l’Italia. Perché anche il Belpaese, almeno secondo quanto riferito tempo fa da Gleen Greenwald, ex giornalista del Guardian depositario del sapere di Edward Snowden, è stato spiato dalla NSA, con l’aiuto della GCHQ, controparte britannica. Le stime più recenti, ancora variabili, parlano infatti di una ventina di uomini Nsa, la maggior parte a Roma.

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