Facebook: accusato di spiare e vendere i messaggi privati

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Guai in vista per Facebook? Due utenti americani hanno accusato il social network di vendere agli inserzionisti pubblicitari le informazioni degli utenti riguardo ai link inviati nei messaggi privati. A rivelarlo è stato il Financial Times. Ed è già partita una class action.

A portarla avanti, secondo il FT, Matthew Campbell dell'Arkansas e Michael Hurley dell'Oregon a nome di tutti gli utenti di Facebook negli Stati Uniti che hanno inviato messaggi pubblicitari tramite lo strumento di condivisione privato. Secondo i due utenti, potrebbe trattarsi di milioni di messaggi.

Il contenuto dei messaggi privati di Facebook crea un'opportunità particolarmente redditizia per Facebook. Secondo le accuse, gli utenti che credono di comunicare in maniera sicura rendono noti dei fatti su loro stessi che non avrebbero voluto rivelare se avessero saputo di essere monitorati. Per questo motivo il social network è stato trascinato in tribunale.

Ma Facebook ha replicato: “Crediamo che le accuse siano prive di fondamento e ci difenderemo con forza”.

Il caso è il primo in cui il social network ha dovuto difendersi contro la raccolta di dati provenienti da messaggi privati per indirizzare la pubblicità a determinati utenti. Una simile accusa era già stata mossa a Google, criticato nel 2004, quando ha introdotto le inserzioni di Gmail, fino allo scorso anno quando si è difeso sostenendo che la 'scansione' dei messaggi è automatizzata.

Facebook finora aveva dovuto confrontarsi con i problemi legati alla privacy. Recentemente è stato criticato per aver proposto delle modifiche che sembravano consentire l'uso di nomi e immagini degli utenti per la pubblicità senza il loro consenso.

Francesca Mancuso

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