Facebook: sa scoprire chi e' gay

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Facebook scopre i gay prima che questi facciano coming out. Come? Grazie a dei veri e propri esperti di marketing che studiano i nostri profili per tracciare un identikit quanto più preciso degli utenti, con lo scopo di “mirare” i messaggi e spot pubblicitari con più correttezza.

Così, dopo l'ultima scoperta che rendeva noto come attraverso i “Mi piace” si possano definire gli orientamenti sessuali, religiosi e politici degli utenti, oggi il cosiddetto scouting gay viene fatto su persone che hanno fornito al social network una tale informazione delicata.

A rivelare la scoperta di Marck Zuckerberg e del suo staff è stata una lettera inviata al BuzzFeed, un portale nel quale vengono inserite informazioni di vario tipo. Nella mail, un certo Matt racconta come, aprendo il proprio profilo, abbia scoperto un annuncio da parte di un certo Rick Clemons, definito dal messaggio pubblicitario il “coach del coming out 2.0”. E la pubblicità era proprio rivolta agli utenti omosessuali iscritti al social network. Lo stupore ha destato un misto tra dubbi e perplessità nello stesso Matt che, da quanto conferma, non aveva minimamente menzionato le proprie preferenze sessuali a nessuno, se non via telefono ad un amico. Se non fosse stato per un commento fatto sui matrimoni gay ad una notizia.

Che sia proprio il commento l'ago della bilancia? A quanto pare, a favorire i “Mi piace” nella descrizione dell'utente, sono anche i commenti. Una sorta di fonte di informazioni per i futuri inserzionisti. Non sarebbe la prima volta che gli utenti di Facebook esprimono la propria preoccupazione. Tuttavia gli alti vertici di Facebook rassicurano gli utenti con la garanzia di non divulgare dati sensibili. Sebbene, a quanto pare, il social network abbia effettivamente stretto legami con compagnie di raccolta dati. Due di queste sarebbero addirittura sotto indagine antitrust da parte della Federal Trade Commission, l'autority antitrust americana.

Dove sta, dunque, la verità?

Federica Vitale

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