Malware, Symantec: Italia al 3° posto in Europa

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Non sono buone le notizie riguardanti il malware in Italia, diffuse dall'Internet Security Threat Report di Symantec. Stando ai dati riportati dallo studio, il nostro paese sarebbe sì sul podio, ma per il numero di minacce informatiche subite dagli utenti, terzo solo a Regno Unito e Germania.

Un terzo posto in Europa non proprio agognato, ma purtroppo raggiunto. Rispetto all'anno 2009, inoltre, l'Italia ha guadagnato, si fa per dire, ben tre posizioni all'interno della classifica Emea. Da essa si evince come il 3 per cento di tutto lo spam mondiale provenga proprio dal nostro paese, così come è italiano il 4 per cento degli host compromessi che inviano spam a livello mondiale.

E tra le città più infettate troviamo Roma, considerata come la quinta al mondo per numero di computer infetti. Da qui partono gli attacchi mirati, ad esempio alle aziende, o ancora l'invio di spam o le pratiche di phishing.

Tra le 'cause' dell'aumento della diffusione del malware ci sono i nuovi dispositivi, tra cui gli smartphone, connessi 24 ore su 24 a internet. Secondo Symantec, l'aumento della vulnerabilità associato a tale fattore è stato del 42 per cento circa. A tal proposito si legge nel comunicato: "Anche se le nuove architetture per la sicurezza adottate nei dispositivi mobili sono tanto efficaci quanto quelle per desktop e server, i criminali possono spesso bypassare questi sistemi di sicurezza attaccando vulnerabilita' proprie delle implementazioni delle piattaforme mobile".

Anche i social network e i tablet hanno la loro parte, poichè vengono utilizzati dai pirati informatici. Per i primi si è registrato un aumento degli attacchi pari al 93 per cento. Riguardo al mobile, invece, si parla di un aumento della vulnerabilità del 42 per cento.

Si legge ancora nel comunicato di Symantec: "In Italia, la maggior parte (il 57%) dei codici malevoli intercettati durante il 2010 era di tipo Trojan, un codice che viene installato in maniera involontaria sul proprio computer, più generalmente attraverso l’apertura di allegati di e-mail o effettuando download da Internet".

Un po' di attenzione in più da parte degli utenti potrebbe essere utile per limitare i danni, ma non basta ad eliminare il problema.

Francesca Mancuso

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