Sesso con i robot: un rimedio contro la pedofilia?

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Il sesso con i robot è ormai una realtà. Ma potrebbe essere anche una terapia contro la pedofilia? Secondo i ricercatori del Georgia Tech’s Mobile Robot Lab è doveroso iniziare uno studio in tal senso: risultati positivi non sono garantiti, ma si potrebbe realmente scoprire che la strategia può inibire le violenze contro i minori.

"Robot con le sembianze dei bambini potrebbero essere utilizzati per i pedofili come il metadone è usato per trattare i tossicodipendenti - ha spiegato Ron Arkin, direttore del laboratorio statunitense – […] Non ci sono presunzioni che questo tentativo produrrà risultati positivi. Dico solo che vale la pena indagare in modo controllato […] Se possiamo salvare alcuni bambini, penso che sia un progetto utile".

La tematica è chiaramente molto delicata e porta con sé molti aspetti che non possono essere facilmente gestiti. Alcune conseguenze di una simile strada sono imprevedibili e, ad oggi, complicate persino da immaginare. Ci sono innanzitutto delle questioni legali da non sottovalutare.

Dato che la pedofilia è un reato grave, per esempio, viene spontaneo chiedersi se la produzione e la commercializzazione di robot per pedofili potrebbe essere a norma di legge. Lo sono i robot "adulti" e quelli "bambini" ma per simulare accudimento, non atti sessuali.

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"Ciò che sembra essere pornografia infantile, ma in realtà non lo è, non è illegale – sostiene a questo proposito Ryan Calo, professore di diritto presso l'Università di Washington – […] Nel 2002, la Corte Suprema degli Usa ha tracciato una demarcazione tra pedopornografia e 'pedopornografia virtuale', dove il "bambino" è in realtà un'immagine al pc". Alquanto discutibile.

Negli Usa, dunque, ricostruzioni virtuali di bambini in atti sessuali non sono pedopornografia vera e propria. E quindi anche il sesso con bambini robot potrebbe essere legale. E non escludiamo che una simile visione possa essere estesa a livello globale. Ma tutto ciò non è sperimentazione clinica, e nemmeno una terapia.

Inoltre, se tutto ciò sarà legale, come si potrà evitare che i pedofili utilizzino questi mezzi virtuali autonomamente solo per alimentare alcuni desideri, peggiorando la situazione? Il paragone con il metadone, pur se efficace sotto certi aspetti, stride in alcuni punti. E, anche se i robot verranno inquadrati come "farmaci" le cose potrebbero comunque sfuggire di mano.

Per la loro natura, infatti, i dispositivi non possono essere prodotti dalle case farmaceutiche o dagli ospedali, che però dovrebbero essere in grado di controllarne la commercializzazione in esclusivo contesto terapeutico. L'idea che un mercato nero venga immediatamente a galla è ovvia e prevedibile, anche perché la gente, stando alle statistiche, è disposta a pagare anche migliaia di euro per un dispositivo sessuale elettronico.

Allo stato attuale delle cose, comunque, la tecnologia non è nemmeno ancora così sofisticata per garantire atti sessuali completi. Secondo i ricercatori della Victoria University di Melbourne, infatti, bisognerà attendere almeno il 2050 prima di poter realmente avere rapporti intimi con un robot.

Ma non è così presto per porsi delle domande. Quella di usare la robotica come terapia anti pedofilia "è una decisione che la società deve prendere" sostiene Noel Sharkey, professore di intelligenza artificiale presso l'University of Sheffield (Regno Unito). E deve farlo adesso, in modo da prevenire le conseguenze. Ammesso che tutto potrà essere tenuto sotto controllo.

Roberta De Carolis

Foto: Forbes

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