Robot: non proveranno mai emozioni umane, parola di scienziati

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Utilizzare modelli matematici per determinare il modo in cui il nostro cervello elabora una coscienza, le emozioni e i sentimenti. È quello che stanno cercando di sperimentare i ricercatori nel tentativo di dimostrare che i robot non avranno mai la possibilità di acquisire quelle caratteristiche umane che ci contraddistinguono, ovvero le emozioni e i sentimenti.

Si tratta di un modello matematico. Ed è mediante questo che si sta cercando di riaffermare il dato acquisito (ed ormai certo) che gli esseri umani continueranno a ricoprire uno status di supremazia sulla Terra. A dispetto di quanti vedono negli umanoidi la reale minaccia che sostituirà l'essere umano sul pianeta. Scenari hollywoodiani, forse. Ma è il caso di fare alcune precisazioni.

Giulio Tononi, ricercatore presso l'Università del Wisconsin-Madison, sostiene che le macchine dovranno possedere la capacità di integrare le informazioni per riuscire ad avere una coscienza. Poiché esse non sono in grado di contestualizzare le informazioni, proprio come al contrario fa il cervello umano, non riusciranno mai a provare emozioni. Per esempio, se si è alla ricerca di un rettangolo verde, il cervello non divide l'informazione in “forma incolore” e “area verde informe”. L'area cerebrale, infatti, elabora un'unica entità.

I ricercatori, utilizzando modelli matematici, hanno dimostrato che i computer non possono avere la capacità di elaborare informazioni complesse in una sola volta. La coscienza, che si basa sulla capacità di elaborare una grande varietà di informazioni nel giusto contesto e in relazione ad altre esperienze, non può quindi essere uguagliata dalle macchine.

Il professor Phil Maguire, della National University of Ireland, spiega il meccanismo di un dispositivo computazionale chiamato XOR gate. Questo si basa sulla previsione di uscita in base alla combinazione di due ingressi. Egli afferma che, al fine di ottenere l'output, è necessario inserire due bit. Se il cervello lavora in modo simile, allora si otterrebbe una vera e propria emorragia continua di informazioni.

I computer, insomma, non possono gestire i complicati processi necessari ad ingranare dati senza soluzione di continuità. Pertanto, se la coscienza si basa sulla combinazione di elementi, i computer non possono essere consapevoli e in grado di provare emozioni come gli esseri umani. Il professor Maguire sostiene, dunque, che la coscienza non può essere riprodotta in una macchina. Ciò significa che “c'è qualcosa di magico che si verifica all'interno del cervello e che coinvolge alcune forze che non possono essere spiegate fisicamente”.

Federica Vitale

Image Credit: DailyMail

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