Inquinamento: arriva la macchina che aspira lo smog

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Inquinamento, un'emergenza sempre più pressante, che si può fronteggiare grazie ad un addetto alle pulizie dell'aria elettronico: è questa la creazione del tutto innovativa di un disegnatore olandese, Daan Roosegaarde, che ha sperimentato una macchina antismog che può aspirare cilindri dell'altezza di 50 metri di aria inquinata.

Il progetto di Roosegaarde ha suscitato l'interesse delle autorità della città cinese di Beijing. Le città della Cina del nord est, infatti, stanno vivendo una situazione di forte allarme proprio a causa dello smog: recentemente si è resa necessaria una misura di emergenza che ha portato alla chiusura delle scuole e del traffico, a causa della formazione di una densa foschia, prodotta dall'inquinamento.

A 1.000 microgrammi per metro cubo, la quantità di particolato rilevata nella città di Harbin triplica la concentrazione ritenuta pericolosa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Per verificare l'attuabilità del suo progetto Roosegaarde ha svolto con successo una dimostrazione della sua macchina antismog in una stanza di 25 metri quadri, in cui ha utilizzato un tappeto elettrostatico di bobine di rame per magnetizzare ed attrarre a terra l'inquinamento dell'aria. I risultati dell'esperimento potrebbero essere replicati, a suo avviso, se quelle bobine fossero sotterrate nel terreno di un parco pubblico.

Proprio al fine di riprodurre il suo esperimento su larga scala nella città di Beijing, Roosegaarde sta lavorando con Bop Ursem, professore alla Technical University di Delft, nei Paesi Bassi. Il procedimento utilizzato, spiega il disegnatore olandese è "simile ai segnali Wi-Fi da cui siamo circondati ogni giorno".

La sfida di Roosegaarde è quella di creare un congegno in grado di pulire gli spazi di 50 metri in 50 metri; egli è perfettamente consapevole del fatto che la sua macchina antismog non servirà a risolvere del tutto il problema dell'inquinamento a Beijing, ma il suo ruolo è anche quello di condurre ad una maggiore e più generalizzata sensibilizzazione verso l'argomento, che potrebbe partire proprio dalla constatazione della differenza esistente tra un cilindro di aria pulita e quella inquinata circostante.

"Ogni progetto ha la sua bellezza e i suoi lati meno attraenti. Naturalmente bisogna tener conto di fattori che possono influenzare, come il vento, l'altezza a cui si trova lo smog, ma questi sono aspetti pragmatici. In linea di massima il progetto è fattibile" ha commentato Roosegaarde. Per quanto riguarda la destinazione finale delle particelle di smog raccolte sul fondo del cilindro, come in un filtro, il disegnatore olandese sta pensando di trasformare questa concentrazione di inquinamento in gioielli. "È un modo per dimostrare che questo è il nuovo mondo, perché noi accettiamo il vecchio? – ha dichiarato – In un mondo che cambia, tutto sta nel trovare i legami persi tra immaginazione ed innovazione, tra scienza e arte".

Francesca Di Giorgio

Foto: http://www.studioroosegaarde.net

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