Chirurgia robotica: 7mila gli interventi in Italia nel 2011

robotchirugo

Robot chirurghi. In un solo anno il numero degli interventi realizzati grazie alla chirurghia robotica è cresciuto del 40%. E tale cifra ci pone in testa a livello europeo per l'utilizzo delle tecnologie in sala operatoria.

Secondo le ultime cifre fornite da uno studio, l'Italia, con i suoi 54 robot sparsi su tutto il territorio nazionale è una delle nazioni più all'avanguardia in chirurgia robot-assistita: basti pensare che solo nel 2011 sono state effettuate circa 7000 procedure, con un incremento annuale medio di circa il 40 per cento nel numero degli interventi.

Già da tempo il nostro paese si è specializzato nella chirurgia robotica. Un esempio su tutti è fornito dal Robot Da Vinci, le cui imprese sono state spesso seguite da NextMe. Dal pancreas all'utero, numerosi sono stati gli interventi realizzati grazie a tale dispositivo, presso il Centro interdipartimentale di chirurgia robotica dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana e non solo.

E in prospettiva futura tali cifre non potranno che crescere. Secondo quanto si legge in una nota dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Pisa, la chirurgia del futuro sarà sempre meno invasiva, e di conseguenza l'utilizzo del robot per interventi ad alta complessità sarà sempre più lo standard negli ospedali.

In Toscana operano 8 robot Da Vinci (2 a Pisa, 2 a Firenze, 2 a Grosseto, uno a Siena ed uno ad Arezzo). Quello di Pisa in particolare è uno degli ospedali dove anche la multidisciplinarità nell'utilizzo del robot è stata fin da subito la carta vincente. Si effettuano infatti interventi ad alta complessità non solo di chirurgia cardiotoracica, ma come abbiamo sottolineato anche di chirurgia ginecologica, urologica, generale, bariatrica, dell'esofago e otorinolaringoiatrica. Inoltre con il robot si effettuano trapianti di rene e pancreas. Proprio a Pisa infatti è stato effettuato il primo trapianto di pancreas al mondo e il primo trapianto di rene in Europa.

Un altro primato mondiale recente è quello dell'asportazione di utero dall'ombelico

Secondo gli esperti i vantaggi della chirurgia robotica sono molteplici. In primo luogo, infatti si richiamano a quelli della chirurgia mini-invasiva tradizionale (la tecnica laparoscopica), che consistono in minore sanguinamento, minore ospedalizzazione, minori cicatrici, minore rischio di complicanze post-operatorie, cui si aggiungono una maggiore perfezione nelle suture, grazie alla possibilità di visione tridimensionale del campo operatorio e di rotazione a 360° delle pinze manovrate dal chirurgo alla consolle.

È chiaro che tali dispositivi hanno dei costi. Spiega la Dr.ssa Melfi: "Proprio in considerazione dei costi di gestione e degli indubbi vantaggi della chirurgia robotica, è necessaria un'attenta gestione e programmazione degli interventi. La sanità regionale ha sempre avuto la tendenza a fare rete e mettere assieme le competenze, quindi è venuto naturale, essendo 8 i robot in Toscana, ideare un Polo unitario che gestisca l'attività di tutti e possa fare da esempio per altre realtà italiane".

Ciò significa che anche i chirurgi di altri ospedali potranno operare nelle sale operatorie che ospitano il robot da Vinci.

Il futuro della chirurgia vanterà finalmente un primato tutto italiano.

Francesca Mancuso

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