Carceri: in Corea del Sud i primi secondini robot

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Dopo gli insegnanti robotizzati nelle scuole medie di Daegu (vicino Seul) per insegnare agli allievi l'inglese, alcni scienziati della Corea del Sud stanno lavorando a dei robot da impiegare come guardie carcerarie. Gli automi aiuteranno i secondini a vigilare le celle di notte, monitorando con dei sensori le condizioni dei detenuti e facendo rapporto al personale umano via wireless in caso di anomalie, comportamenti violenti o problemi di salute dei detenuti.

Il ministero della Giustizia - si legge su La Stampa - ha stanziato per il progetto un miliardo di won (circa 640.000 euro). I robot, progettati e realizzati dall'Asian Forum for corrections - un gruppo di ricercatori specializzato in criminalità e politiche carcerarie - sono alti 1,5 metri, pesano 70 kg, sono dotati di ruote ed in grado di comunicare.

Nei piani dei loro creatori non si tratterà affatto di terminator: i secondini-robot saranno infatti programmati per essere più gentili e disponibili dei loro “colleghi” umani. “Il loro lavoro - ha spiegato il professor Lee Baik-Chul dell'Università di Kyonggi, responsabile del progetto - non è quello di punire i prigionieri violenti, sono degli aiutanti: quando un recluso si trova in pericolo di vita o è gravemente ammalato, potrà utilizzarli per essere rapidamente soccorso”.

Secondini-robot

I primi test saranno eseguiti a partire da marzo 2012, per un mese, nel penitenziario di Pohang, a sud-est di Seul. Se i test daranno risultati positivi, molto probabilmente il progetto sarà esteso anche ad altre carceri.

Antonino Neri

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