eLegs: 43enne torna a camminare grazie alle gambe robotiche

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Perdere l'uso delle gambe è una delle cose più temibili da affrontare per un essere umano. Ma ancor più emozionante deve essere riacquistarle, com'è successo alla 43enne Amanda Boxtel che, grazie alla robotica, è tornata a camminare.

Un grave incidente sulle piste da sci l'aveva costretta in sedia a rotelle, ma dal 2010 nei laboratori di Berkeley, in California, si è tentato di restituire la gambe o quantomeno la mobilità alla donna. Fu scelta allora per sperimentare uno "scheletro robot" esterno, in grado di sostenerla, di aiutarla nella deambulazione consentendole di muoversi più facilmente.

Il successo della sperimentazione fece sì che lle eLegs fossero messe a disposizione di tutti e lanciate sul mercato. Le gambe elettroniche però sono reperibili solo negli Usa e ad un prezzo non proprio accessibile (100mila dollari).

Amanda non è di certo l'unica ad aver beneficiato del sistema per tornare a camminare. Sul sito della Berkeley Bionics vengono raccontate le storie di chi, grazie alla tecnologia e alla robotica è tornato ad avere una vita normale o quasi.

In realtà, le eLegs nacquero in ambito militare, per aiutare i soldati americani a trasporare gravosi carichi in aree disagiate. Era il cosiddetto sistema Hulc, ovvero Human Universal Load Carrier. Ma in seguito la Berkeley Bionics ne acquistò il brevetto e lo riadattò insieme al team del Laboratorio di Robotica e Ingegneria Umana dell'università di Berkeley.

Questo il commento di Amanda in occasione del “Salone Internazionale delle Tecnologie” di Londra: “Avevo tentato anche un trapianto di cellule staminali in India ma non mi era servito. Quando infilai le eLegs sentii il sangue scorrere nelle gambe. Finalmente ero in piedi, mi spostavo, potevo pensare di uscire, di andare al ristorante, di condurre una vita un po’ più autonoma. Le mie speranze sono diventate una realtà”.

Francesca Mancuso

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