Google Glass in sala operatoria: guideranno i chirurghi a distanza

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I Google Glass potranno essere dispositivi usati dai medici in sala operatoria, consentendo loro di essere “guidati” anche a distanza mediante l’osservazione di immagini e radiografie, ma soprattutto tenendo così sotto controllo contemporaneamente tutti i parametri vitali del paziente.

Il primo intervento con l’ausilio di questa tecnologia fu eseguito da Rafael Grossmann, presso l’Eastern Maine Medical Center (Usa), ma sembra proprio che il suo utilizzo si stia diffondendo. Presso l’UC San Francisco (Ucsf), per esempio, Pierre Theodore, chirurgo cardiotoracico, ha utilizzato per più di tre mesi i Google Glass durante i suoi interventi.

Anche se ha sfruttato le loro funzionalità solo su 10 pazienti, per rimozioni di masse tumorali, drenaggi, e una ricostruzione polmonare, il medico vanta la più lunga esperienza con questo strumento di tutti i suoi colleghi nel mondo.

“La maggior parte dei chirurghi vi dirà che ci sono stati momenti in cui non era possibile accedere alle immagini radiografiche nel momento in cui erano necessarieha spiegato - Questo potrebbe compromettere l’operazione. Quando non c’è uno schermo in sala operatoria, i chirurghi devono trasferirsi infatti in un’altra stanza per controllare le immagini, ad esempio dal loro pc. Ma avere la possibilità di disporre, in un certo senso, di un pc a portata di occhi aiuta la concentrazione e riduce i tempi.

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Naturalmente non è tutto oro quello che luccica. Il medico ha infatti osservato che gli occhiali, basandosi sulla connessione wireless, potrebbero non essere così efficienti nei casi in cui le sale operatorie non ne abbiamo una troppo stabile. Non essendoci poi attualmente una connessione locale (via cavo, per intenderci), potrebbe non essere garantita la privacy dei pazienti.

Non solo: i Google Glass non rispondono ancora perfettamente ai comandi vocali. Questo ha anche implicazioni sanitarie: ad esempio, per spegnere il dispositivo, non potendo usare le mani che devono obbligatoriamente non essere in alcun modo contaminate, ha dovuto “strisciare” il braccio destro sugli occhiali.

Theodore ha dovuto per questo anche collocare un tecnico in sala operatoria e incaricarlo di trasmettergli fino a una dozzina di raggi X durante l’intervento, non potendo lui sia osservare che ricevere le immagini. Tra l’altro questi erano talvolta difficili da vedere, perché sarebbero più nitidi con luce soffusa, che però non è adatta per l’intervento.