Il guanto che incrementa il tatto

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Mettersi un guanto ed essere più sensibili al tatto: questo l’annuncio di un gruppo di ricerca del Georgia Institute of Technology (Usa), guidato da Minoru Shinohara e Jun Ueda. Gli studiosi, che con questo strumento applicano una vibrazione ad alta frequenza ma bassa intensità, sono riusciti ad incrementare la risposta al tatto in modo significativo in un esperimento condotto su alcuni volontari.

Lo speciale rivestimento per la mano contiene alcuni strati sottilissimi di zirconato di piombo, un materiale che vibra ad una frequenza tale da sensibilizzare la pelle al tatto. Il meccanismo con il quale questo avviene è noto come ‘risonanza stocastica’, un fenomeno fisico per il quale una vibrazione di una certa frequenza, all’interno di un insieme di vibrazioni diverse, si amplifica significativamente se dall’esterno viene applicata la stessa frequenza. Il guanto è costruito in modo da lasciare la punta del dito libera di entrare in contatto con l’esterno, ma circondata del materiale che genera le vibrazioni.

La pelle è infatti ricoperta di recettori sensibili agli stimoli meccanici applicati su di essa e quindi, applicando la corretta frequenza, il recettore risulta essere significativamente più sensibile allo stimolo. Il meccanismo, con le dovute differenze, è simile a quello che avviene quando una radio viene sintonizzata su una certa stazione. Operando sul selezionatore di frequenze in effetti si applica quella voluta all’insieme delle frequenze alle quali viaggiano le diverse stazioni, e in questo modo quella di interesse “risuona” con la frequenza esterna, amplificandosi in modo tale da rendere silenti le altre.

L’esperimento è stata condotto su 10 volontari a cui è stato chiesto di discriminare al tatto una serie di tessuti. I risultati non erano sempre gli stessi nei diversi esperimenti, ma in tutti si è ottenuto un significativo incremento della sensibilità al tatto, pur registrando notevoli differenze negli individui. Alcuni infatti ottengono i risultati migliori con vibrazioni al 75 per cento della loro soglia di sensibilità, altri al 100 per cento, ma in tutti l’utilizzo del guanto aiuta in modo palese la discriminazione delle proprietà tattili dei tessuti.

Il prossimo passo – promettono i ricercatori - sarà quello di verificare gli effetti a lungo termine del guanto, ovvero di controllare se un prolungato utilizzo dell’apparecchiatura induce negli individui un miglioramento di sensibilità al tatto, anche quando non si indossa più il rivestimento. Lo scopo ultimo sarà quello di sviluppare un sistema in grado di ricostruire sensibilità nei soggetti con danni o disfunzioni al sistema nervoso periferico.

Roberta De Carolis

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