Addio passaporto, saremo identificati tramite il nostro odore

Se hai mai sentito un odore piuttosto sgradevole in coda al controllo passaporti, magari mentre sei in aeroporto prima di partire per un viaggio, non preoccuparti, presto potrebbe contribuire a ridurre il tempo della fila.

Un team di ricercatori spagnoli dell'Università di Madrid ha infatti sviluppato quello che loro stessi hanno definito un segugio elettronico in grado di fiutare l'uomo e identificarlo in pochi secondi. Il nome non è un caso, visto che l'ispirazione è giunta proprio dai Bloodhounds, una razza canina di origine belga molto nota per il suo fiuto eccezionale. Il sistema - dicono - in futuro sarà in grado di sostituire le impronte digitali e la scansione dell'iride, poichè sembra dare risposte precise già a una stima vicino all'85 per cento.

"Ci sono modelli di odori del corpo riconoscibili in ogni persona e che rimangono costanti nel tempo", spiegano gli specialisti. "Pertanto, ogni persona ha il suo odore proprio, e questo permetterà la sua identificazione all'interno di un gruppo" con un margine di errore, al momento, inferiore al 15 per cento.

Il risultato ottenuto potrebbe migliorare dunque il processo di identificazione personale e renderlo meno invasivo delle altre tecniche biometriche oggi in uso. Basta pensare agli aeroporti di Tel Aviv, in Israele, de L'Avana, a Cuba, ma anche di Washington (Stati Uniti) e Teheran, in Iran.

L'equipe di ricercatori lo immagina come un apparecchio installato ad un check-in, prima di imbarcarsi, capace di annusare il viaggiatore mentre è in coda. Ciò, ovviamente, implica l'implementazione di una vasta gamma di sensori super-sensibili.

Del resto, oggi la verifica dell'identità di un soggetto, nella maggior parte degli aeroporti e posti di frontiera, si basa sulla somiglianza fisica con la foto posta nella nostra carta d'identità. Non il massimo dell'esattezza, considerando l'allarme terrorismo che dall'11 settembre ha investito gran parte delle diplomazie mondiali.

"Anche se i nuovi passaporti elettronici sono difficili da falsificare, l'utilizzo di tecniche biometriche sulla base di caratteristiche fisiche di una persona potrebbe aumentare l'efficacia della sicurezza nei posti di controllo", proseguono i ricercatori.

"Diverse tecniche biometriche, come la scansione dell'iride e le impronte digitali hanno un basso tasso di errore, tuttavia, queste due tecniche di solito vengono effettuate su persone che hanno avuto precedenti penali e spesso sono reticenti a collaborare". In circolazione vi sono anche altre tecniche, come il riconoscimento facciale, che da Madrid catalogano tra i "processi che presentano un alto tasso di errore".

Capablanca

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