Motorola brevetta il microfono che si tatua sul collo

motorola microfono tattoo

Motorola Mobility ha depositato il proprio brevetto, Electronic tattoo 110, per il tatuaggio elettronico sottopelle. Insomma, in poche e semplici parole, un microfono da smartphone e ricetrasmettitore wireless tatuato sul collo.

Il brevetto sarebbe stato registrato negli Stati Uniti e consisterebbe in un microfono e una mini batteria integrati, sia ricaricabile che non, o in alternativa alimentato attraverso il bluetooth.

Si tratterebbe di un tatuaggio temporaneo che dovrebbe includere anche un alimentatore configurato per ricevere i segnali provenienti da un Personal Area Network. Il tatuaggio dovrebbe essere applicato sul collo. E, comunque, l'utente dovrebbe continuare ad usare le cuffie o il ricevitore incorporato per ascoltare l'audio in ingresso.

Motorola sostiene che questa nuova tecnologia sarebbe l'ideale per gli ambienti rumorosi, come i grandi stadi e le strade trafficate, o in situazioni di emergenza. Infatti, "la comunicazione può ragionevolmente essere migliorata e grazie ad un metodo e un sistema per ridurre il rumore acustico in tali ambienti e contesti", si spiega nel brevetto.

Il tatuaggio dovrebbe rilevare i suoni acustici della gola e convertire il segnale analogico in digitale. In questo modo lo smartphone sarebbe in grado di elaborare le informazioni e fornire l'uscita giusta.

Motorola ha anche proposto di aggiungere "un rivelatore di risposta galvanica della pelle per rilevare la resistenza della pelle di un utente", una sorta di funzionalità simile a quella della macchina della verità. “È previsto che un utente possa essere nervoso o impegnato a falsare il proprio modo di parlare e possa così esibire una risposta galvanica della pelle diversa da chi è invece è sincero".

Questa non è la prima volta che Motorola mostra un interesse particolare per i tatuaggi. Nel mese di maggio, Regina Duncan, ex leader presso il DARPA e impegnata nella ricerca avanzata presso il produttore di telefoni di proprietà di Google, ha proposto di utilizzare i tatuaggi per le comunicazioni di campo come i token di autenticazione. Inoltre, aveva anche suggerito l'uso di una pillola contenente un interruttore e una batteria ideata per essere inghiottita da un utente, il cui stomaco ed i suoi acidi avrebbero lavorato come elettrolita per alimentare il dispositivo.

Se il dispositivo-tatuaggio arriverà sul mercato è ancora lungi dall'essere certo. Tuttavia, il progetto aveva già fatto parlare di sé nei mesi scorsi, quando fu lanciato il tatuaggio che avrebbe sostituito le password per la conferma dell’identità e il log in automatico agli account dell’utente.

Federica Vitale

Image Credit: Gizmodo

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