Nasce il primo transistor privo di giunzioni

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Alcuni ricercatori irlandesi del Tyndall National Institute hanno messo a punto il primo transistor “junctionless”, un progetto di nanotecnologia che potrebbe rivoluzionare il modo in cui i chip sono fabbricati.

L'evoluzione tecnologica, negli ultimi anni, ha cercato sempre di più di “immagazzinare” maggiori quanità in spazi sempre più ridotti. Si pensi ai dispositivi mobili. Per assecondare questa tendenza, l'imperativo è stato quello di snellire la progettazione di chip, aumentandone d'altro canto l'efficienza.

È proprio all'interno di tali ricerche che si inserisce il “transistor junctionless”, che elude la necessità di giunzioni pompando corrente attraverso un filo sottile di silicio dal diametro ridottissimo. Un componente soprannominato l'anello nuziale "regola il flusso di corrente elettrica", “spremendo” il filo per fermare il flusso di elettroni. L'architettura di questo tipo di transistor è piuttosto semplice, e può essere prodotta a basso costo anche quando si necessitano dimensioni molto piccole. Un altro vantaggio è legato alla scarsissima perdita di corrente, visto che quest'ultima si muove direttamente attraverso il filo di silicio. Il massimo dell'efficienza.

Questo dispositivo risolve molti dei disagi provocati dai transistor precedenti, come la fuoriuscita di corrente dagli incroci o ancora, come abbiamo detto, la perdita di corrente. Elementi questi che vanno ad intaccare l'efficienza complessiva dei dispositivi in cui si trovano, per i quali, quindi è spesso necessario un numero maggiore di transistor. Ergo, il costo diventa più elevato.

Certo, è ancora presto per dire che questa nuova magia nanotecnologica possa cambiare davvero l'industria dei chip. Ma se fosse diffusa su larga scala, potrebbe condurre ad un cambiamento epocale di paradigma nell'architettura dei chip.

Francesca Mancuso

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