Turismo spaziale: non è più un sogno

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Lo scorso 4 Maggio la navicella spaziale della Virgin Galactic costruita per voli commerciali ha passato il principale test di volo previsto per l’approvazione del suo utilizzo sul mercato, sorvolando il deserto del Mojave (California, Usa). II risultato, ottenuto dopo altri 6 test superati in precedenza, indica che la strada verso il turismo spaziale è veramente spianata ormai, e fa sperare in una sua diffusione, che forse lo porterà un giorno da appannaggio esclusivo degli stramilionari a strumento di svago per le persone comuni.

La compagnia che ha realizzato la navicella è stata fondata proprio per i voli commerciali da Richard Branson, imprenditore britannico, proprietario della Virgin Group, un insieme di società che hanno come aree di interesse viaggi e intrattenimento. Il volo del 4 Maggio è stato compiuto in particolare da Vss (Virgin Space Ship) Enterprise, il primo veicolo della flotta spaziale SpaceShipTwo, progettata e costruita dalla compagnia aerospaziale specializzata Scaled Composites.

In tutti i programmi di test di volo, dopo training, tentativi e programmazioni, arriva il momento in cui bisogna salire su e volare sul serio –con queste parole il pilota Pete Siebold, che insieme a Clint Nichols ha fisicamente sperimentato il velivolo, inizia il suo personale racconto del successo-. Il volo di questa mattina è stato un sogno per un pilota di prova. Il veicolo è una gioia da guidare e la rientro piumato (così chiamata una nuova manovra per creare resistenza durante la discesa, grazie alla rotazione delle sezioni di coda delle ali, N.d.R.) ha aggiunto una nuova, inusuale ma meravigliosa dinamica al viaggio. Il fatto che tutto sia andato secondo i piani e che non ci siano state sorprese è una grande prova per tutta la squadra”.

L’accento posto da Siebold sul rientro piumato è giustificato della reale efficienza della manovra di discesa, che consente al velivolo di contare sulle leggi della fisica per controllare velocità e altezza. La metodologia consente infatti un abbassamento di quota estremamente dolce, tanto da essere stato paragonato a quello che compie il volano nel gioco del badminton.

A tutto questo si aggiunge una caratteristica della navicella che la rende particolarmente sicura: una volta infatti che questa si è spinta oltre l’atmosfera l’intera struttura in coda può essere ruotata di 65 gradi verso l’alto e in questo modo, con la parte centrale (la fusoliera) parallela all’orizzonte e 'protetta' dalla coda, si ottiene un controllo automatico di velocità e altezza.

Sono ancora previsti dei test sul motore prima di ottenere il via libera definitivo ai voli commerciali, ma si prevede che possano iniziare già l’anno prossimo dall’America Spaceport (New Mexico, Usa). Il prezzo richiesto dalla Virgin Galactic per un viaggio è di 200 mila dollari.

Roberta De Carolis

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