Tumore, ecco e-nose: il naso elettronico che li riconosce dall'odore

cancro olfatto

Rilevare il cancro con il naso. Presto, infatti, potremmo essere in grado di ottenere diagnosi facili e precoci delle malattie semplicemente con l'olfatto. Alcuni ricercatori hanno sviluppato un congegno che rileva il cancro al seno dall'odore. Ma la possibilità si estende a molti altri dispositivi capaci di diagnosticare altre malattie.

Sebbene molti malati di cancro e i loro familiari non si accorgano dell'odore sgradevole, l'esperienza di alcuni pazienti che raccontano di una propria consapevolezza non è insolita. "Ho avuto molte persone che mi hanno scritto in proposito", racconta George Preti del Monell Chemical Senses Center di Philadelphia. "Ho ricevuto un sacco di note da parte di infermieri e ricercatori del settore, ma sono per lo più rapporti aneddotici". Nel corso della sperimentazione, i medici hanno annusato l'alito dei loro pazienti, comprese urine, feci e altri fluidi corporei per aiutarli con la diagnosi. Si è così prodotta una raccolta di odori che caratterizzano le malattie.

Prendendo spunto dal formidabile olfatto dei cani, Martin Strauch, ricercatore presso l'Università di Costanza, in Germania, sta progettando di identificare quali recettori rispondano agli odori delle cellule cancerose. Il progetto è quello di sviluppare una sorte di capsula da utilizzare come un moderno e-nose.

Alcuni tipi di nasi elettronici sono già in opera in una gamma di settori diversi (nel controllo dei veleni nelle zone di guerra, ad esempio). Ma questi congegni sono ora sul punto di essere immessi nelle attività mediche, a seguito di test su un dispositivo chiamato BreathLink, progettato appunto per controllare il cancro al seno.

Il dispositivo, sviluppato da una società chiamata Menssana, è costituito da un tubicino nel quale il paziente respira per due minuti. La composizione del suo respiro viene sovrapposta al profilo ambientale della stanza in cui si trova e tutto quel che viene rilevato è successivamente confrontato con il profilo stilato per il cancro al seno, e custodito in un database negli Stati Uniti.

I risultati degli ultimi test su BreathLink ne mostrano il potere diagnostico, simile ad una mammografia. Una procedura che evita, quindi, alle donne di doversi spogliare ed essere esposte ai raggi-X. Questi poi vengono forniti nel giro di 10 minuti, anziché le due settimane usualmente richieste.

Il dottor Roy Lalisang ha testato la macchina presso l'Università di Maastricht, in Olanda. Saranno necessarie ulteriori prove, ma il dispositivo potrebbe essere pronto per entrare in servizio nei prossimi due anni. E BreathLink potrebbe, potenzialmente, essere usato per rilevare anche la tubercolosi.

Un obiettivo di lungo termine, invece, sempre per il settore medico è quello di ottenere strumenti diagnostici di facile uso domestico. Con la sempre crescente sofisticazione dei telefoni cellulari, infatti, alcuni degli ultimi modelli di smartphone posseggono sensori di temperatura e umidità. Quindi, l'idea di respirare sul proprio cellulare per controllare il proprio stato di salute non è fantascienza.

Il chip esiste già. Non mancherà molto che una nuova app venga sviluppata per l'autodiagnosi.

Federica Vitale

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