Biologia sintetica: in 5 giorni creato il primo vaccino anti aviaria

Nuovi_vaccini

Per la prima volta la biologia sintetica crea un vaccino. Si tratta di un vaccino anti-influenza aviaria prodotto in soli cinque giorni, contro i due o tre mesi attualmente necessari.

Il progetto porta la firma, manco a dirlo, di Craig Venter, lo scienziato americano noto per aver sequenziato il genoma umano in tempi rapidissimi e per aver prodotto in laboratorio un batterio sintetico, il Mycoplasma laboratorium, creando la vita artificiale.

All'Oms di Ginevra Venter ha mostrato come ottenere un ceppo virale a migliaia di chilometri di distanza e con questo ceppo mettere a punto un vaccino sintetico in 5 giorni.

Il progetto. Il giorno di Pasqua 2013 fu resa nota online dalla Cina la sequenza dei due antigeni di un virus potenzialmente pandemico: l'H7N9, che colpisce uomini e pollame. Nelle condizioni attuali, il virus dalla Cina passa a un centro come i Centers for disease control (Cdc) di Atlanta dove, dopo 2-3 mesi di lavoro, viene messo a punto un virus selezionato ad hoc, che va consegnato ai produttori di vaccini.

Racconta Rino Rappuoli, responsabile globale della Ricerca Novartis vaccines and diagnostics e produttore del nuovo vaccino sintetico, "questa volta grazie a Venter le cose sono andate in modo diverso. Il lunedì di Pasqua, a partire dai dati pubblicati online, Venter ha sintetizzato i due geni del virus, spedendoli dalla California al nostro laboratorio di Boston. Il martedì questi geni sono stati messi in una cellula, e venerdì si sono viste le prime placche. Sabato il ceppo era pronto per fare il vaccino". In totale, cinque giorni di lavoro.

immagine

Teletrasporto umano. "Per la prima volta la biologia sintetica è stata usata per produrre un vaccino, che poi è stato utilizzato nell'uomo e ha dato risultati positivi. È l'inizio del teletrasporto della vita", afferma Venter.

Insomma, il futuro dei vaccini parte da qui. Un giorno, secondo questi risultati presentati all'Organizzazione mondiale della sanità, in caso di pandemia si potrà ottenere rapidamente da un campione "virtuale" un vaccino, senza dover isolare il virus per spedirlo nel mondo. E non solo: pensate che in un batter d'occhio si ridurranno i rischi biologici, i problemi produttivi e i tempi necessari per arrivare a un siero.

Germana Carillo

Leggi anche:

- Vita artificiale: Venter e la nuova era della biologia sintetica

- Craig Venter crea la vita artificiale

- I vaccini del futuro? Si stamperanno a casa

- Batteri: creato il primo modello computerizzato sulla vita dei microrganismi

Cerca

Noi raccomandiamo Buono ed Economico