Come la tecnologia evitera' i test sugli animali

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I test sugli animali sono ormai un'annosa quanto complessa questione che coinvolge buona parte dell'opinione pubblica. Sebbene forniscano risultati tempestivi riguardanti medicinali e cosmetici di nuova produzione. Ma se le nuove tecnologie potessero sostituirli, eliminando loro inutili sofferenze?

La scienza dovrebbe fornire il suo contributo grazie alla possibilità di allevare cellule umane mediante organi artificiali del tutto simili a quelli naturali. Un esempio, la pelle umana ed il fegato.

La teoria non è nuova. Era il 2007 quando il National Research Council degli Stati Uniti cercò di ridisegnare i test effettuati in laboratorio. E la Humane Society (HSUS) ha investito in un progetto che mira a realizzare un fegato in 3D.

L'idea comune, comunque, è quella di dover necessariamente dare un taglio ai testi in laboratorio. Quindi, si propone di combinare i test di origine non animale con programmi realizzati ad hoc al computer. Questi ultimi dovrebbero garantire una prevenzione accurata delle malattie della pelle e di alcune problematiche relative alla tossicità sistemica endocrina.

Il programma è voluto e sostenuto dal Wyss Institute della Harvard University di Cambridge, in Massachusetts. Ed è qui che si stanno riproducendo una serie di organi il cui obiettivo è, appunto, quello di eliminare i test di origine animale. "Abbiamo smesso di studiare le malattie umane negli esseri umani", hanno spiegato i ricercatori. "Il problema è che non ha funzionato ed abbiamo smesso di girare intorno al problema. Abbiamo bisogno di rimettere a fuoco l'obiettivo e adattare nuove metodologie nell'uomo, di comprendere la biologia delle malattie negli esseri umani".

Oltre gli Stati Uniti, anche l'Europa vanta un simile obiettivo. Seurat-1, infatti, sta cercando nuovi modi per valutare tossicità pericolose per l'uomo senza per questo testarne gli effetti sugli animali.

E si spera veramente che, in un futuro non molto lontano, si possa realmente smettere di vedere soffrire gli animali per noi.

Federica Vitale

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